Attenzione

se stai leggendo questo testo significa che il tuo browser non supporta i fogli di stile (CSS). Se stai usando uno screen reader, prosegui con la navigazione, altrimenti segui le istruzioni su come aggiornare il tuo browser.
 
Header - Logo CIA

Ricerca

 

Area Riservata

 
 


Colonna Centrale: Contenuti

Percorso corrente:

23 luglio 2007
I DISTRETTI RURALI PER LA PUGLIA CHE CRESCE

Ortofrutta.jpg

Guidare il passaggio dal sistema di distretti agro-alimentari di radice industriale, al concetto più ampio di distretto rurale e contemporaneamente elaborare una metodologia che analizzi i sistemi territoriali locali, sono questi i temi sul tavolo di un workshop di due giorni che si è tenuto all'Istituto Agronomico Mediterraneo di Bari.
L'incontro che ha avuto come tema «DIR, I distretti rurali come strumento di governance. Valutazione e condivisione di modelli pilota di riferimento ed elaborazione di una metodologia di lavoro» ha avuto l’obiettivo di cercare di riunire intorno ad un tavolo vari protagonisti che nelle due sponde adriatiche stanno portando avanti progetti di sviluppo rurale, per condividerne strategie ed esperienze contribuendo alla formazione di un'euroregione adriatica.
Lo sviluppo di un distretto rurale è una sorta di ritorno alla terra, nel senso più globale del termine, alla madre terra che nutre, che alleva e che permette la vita e non solamente inteso come sistema economico. Non si tratta di un passaggio da poco, ma una vera e propria rivoluzione culturale di rielaborazione di strategie globali con la terra come protagonista insieme all'uomo, che grazie ad essa e con essa vive in simbiosi.
«I distretti rurali indicati dal decreto legge 228/01 sono definiti come sistemi produttivi locali caratterizzati da una identità storica e territoriale omogenea – ha spiegato Pierpaolo Pallara dell'Istituto nazionale di economia agraria - non solo un'entità che vive in funzione della produzione, ma della sua specificità sociale, della coerenza con le tradizioni di quello specifico territorio e nel rispetto dell'ambiente. Nel concreto significa marketing territoriale con il distretto che diventa occasione e motore di sviluppo per tutto l'ambito in cui insiste».
La Puglia è in ritardo come legge di adeguamento per l'avvio dei distretti rurali, anche perché a livello nazionale esistono solo 6 distretti agro-industriali, due in Basilicata (del Vulture e del Metapontino) uno in Calabria, in Liguria, in Piemonte ed in Toscana (il distretto rurale della Maremma è il primo in assoluto ad essere stato avviato); la Regione ha però un disegno di legge per vedere di far confluire i distretti agroalimentari individuati nelle aree Pit e i distretti rurali promossi dai Gruppi di azione locale. Si tratta in pratica di mettere ordine in una fase di passaggio per porsi a livello europeo con maggiore consapevolezza e forza e magari riuscire a drenare risorse economiche importanti per il decollo delle comunità locali.
«Attualmente esistono in Italia 168 distretti industriali – ha sottolineato Pallara - ai quali si devono aggiungere i 6 distretti agroalimentari, riuscire a portare avanti una evoluzione concettuale come quella dei distretti rurali significa coordinare politiche di sviluppo che sino ad ora hanno lavorato su piani differenti. Già i distretti agroalimentari sono stati avviati quando la produzione agricola ha dovuto fare i conti con un mercato che cambiava, ora è necessario fare un passo successivo, collegare tra loro settori economici diversi per valorizzare un territorio nel suo complesso e produrre qualità».
Significa fare marketing territoriale serio, per uno sviluppo sostenibile che si fonda su produzione agricola, industria, turismo, rispetto dell'ambiente come risorsa preziosa. E per questo serve lo sforzo di tutti.
Partners del progetto DIR, guidati dalla Regione Puglia, sono lo IAM di Bari, l'Università di Bari, la Provincia di Bari, la Regione Abruzzo, la Regione Molise, la Provincia di Pesaro-Urbino, la SVIM Marche Spa e l'Altraromagna srl. La sponda adriatica orientale è rappresentata dal Ministero albanese dell'Agricoltura, alimentazione e protezione dei consumatori, dall'Istituto croato per la divulgazione in agricoltura, dalla facoltà di Agraria di Banja Luka (Bosnia and Herzegovina, Republika Srpska), dall'Istituto Federale di Agropedologia (Federation of Bosnia and Herzegovina), e dal Comune di Cacak (Serbia).

Fonte: la gazzetta del mezzogiorno

 

Alleghiamo di seguito, uno studio realizzato dalla UNIONCAMERE in collaborazione con l’Istituto Guglielmo Tagliacarne sui “Distretti rurali ed agroalimentari di qualità in Italia” con in appendice, una prima mappatura nazionale.

Notizie


I Nostri Partner:

CIA - Confederazione Italiana Agricoltori
-
-
CIHEAM - IAMB (apertura in una nuova finestra)
-
Codita (apertura in una nuova finestra)

Finanziatori:

Regione Puglia
spacer
Unione Europea
intervento cofinanziato dall'U.E. F.E.S.R. sul POR Puglia 2000-2006
Misura 6.2 POR Puglia
Azione C "Sviluppo delle imprese e delle professioni"
Valid HTML 4.01 Transitional 
-
Valid CSS! 
-
Level Triple-A conformance icon, W3C-WAI Web Content Accessibility Guidelines 1.0

-
Cia Puglia, Via S. Matarrese, 4 - 70124 Bari - Tel 080.5616025 Fax 080.5641379 COD. FISC. 80016260723 - info@scianet.it
www.scianet.it é una testata giornalistica on line iscritta nel Registro della Stampa del Tribunale di Bari al n° 37/07.
Direttore responsabile: Antonio Barile