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10 luglio 2007
POLITICHE AGRICOLE, SOCIALI E FISCALI
LAVORO FLESSIBILE E GESTIONE DEI LAVORATORI OVER 45

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Del legame tra i nuovi strumenti di gestione del lavoro precario e i sistemi di protezione sociale se ne è parlato a Bari lo scorso 5 luglio all’interno di un workshop transnazionale dal titolo “Lavoro flessibile e gestione dei lavoratori over 45 in Italia e in Europa”. Il tema è stato affrontato, insieme agli ospiti francesi e greci, da Cristina Sunna, esperta di welfare state, Germano Farina, docente di diritto del lavoro, Susanne Guermeur, dell’Agenzia Nazionale francese per i servizi alla persona, e Rita Attanasio, dell’Agenzia per l’inclusione sociale dell’Area Nord-Barese Ofantina.

Il workshop si inserisce nell’ambito di un progetto nato dal partenariato transnazionale costituitosi intorno ai progetti Equal francese, Kheops, greco, Empiria, ed italiano, Eolo.

Il progetto transnazionale, Experience, che affronta il problema della discriminazione e dell’esclusione dal mercato del lavoro dei lavoratori anziani intende individuare strumenti ed incentivi finalizzati a scoraggiare il prepensionamento e promuovere l’accessibilità al lavoro degli lavoratori anziani, attraverso la proposizione, la condivisione e la implementazione di nuove modalità di gestione delle risorse umane per il loro inserimento o reinserimento nel mercato del lavoro.

In uno scenario dettato dai ritmi rapidi e crescenti della globalizzazione, per garantire un sistema di sicurezza sociale efficiente in equilibrio tra le esigenze di flessibilità del mercato del lavoro e le tutele del modello sociale, una priorità dell’azione dei Governi europei per i prossimi anni è quella di mettere a punto un nuovo quadro di ammortizzatori sociali e di garanzie per lavoratrici e lavoratori, in particolare delle fasce più deboli, giovani, donne e lavoratori ultracinquantenni.

Se consideriamo, infatti, il quadro europeo del mercato del lavoro fortemente caratterizzato da forme di lavoro atipiche e precarie, sono fondamentali per la costruzione di un nuovo sistema di protezione sociale le tutele per la mancanza di lavoro e la tutela pensionistica per i lavoratori precari.

Se vogliamo andare nella direzione del mantenimento degli attuali livelli di coesione sociale e la sostenibilità nel tempo dell’integrazione occupazionale dei soggetti più deboli, bisogna ripensare i sistemi di protezione sociale costruiti intorno alla figura del lavoratore a tempo pieno ed indeterminato.

In questa direzione la recente proposta della Commissione europea che intende rispondere alle esigenze di un mercato del lavoro più flessibile garantendo nel contempo la sicurezza dell'occupazione attraverso le strategie di flessicurezza. Esse prevedono contemporaneamente accordi contrattuali flessibili e affidabili, politiche attive del mercato del lavoro, strategie globali di apprendimento permanente e sistemi moderni di previdenza sociale atti a garantire un adeguato sostegno al reddito nei periodi di disoccupazione. Vladimír Špidla, Commissario europeo per l'occupazione, gli affari sociali e le pari opportunità, ha dichiarato:  "La flessicurezza assicura un equilibrio tra diritti e responsabilità, sia per i lavoratori e le imprese che per le autorità pubbliche". Gli strumenti finanziari dell'Ue per la coesione – in particolare il Fondo sociale europeo – possono contribuire in modo significativo, sostenendo ad esempio iniziative di formazione a livello aziendale, programmi di apprendimento permanente o incoraggiando l'imprenditorialità. Sarebbe, pertanto, utile sperimentare percorsi innovativi e apprendere dalle reciproche esperienze e buone pratiche. Simili esperimenti possono avere successo soltanto se tutte le parti interessate dal progetto saranno attivamente coinvolte.

 

Irene Paolino

 

ARPTRA

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