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29 marzo 2007
Cia Brindisi
LA CIA INTERVIENE SULLA GRAVE CRISI DEL SETTORE AGRICOLO BRINDISINO

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La Confederazione Italiana Agricoltori ha partecipato all’incontro convocato nei giorni scorsi a Roma dal Ministro delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali Paolo De Castro, per discutere del grave stato di crisi dell’agricoltura in provincia di Brindisi. All’iniziativa erano presenti il presidente provinciale della C.I.A. brindisina Luigi D’Amico ed il vicepresidente Alberico Ignobile, che hanno sottoscritto e presentato unitamente alle altre organizzazioni di categoria e sindacali il “Documento unitario sullo stato di crisi dell’agricoltura brindisina”, con il quale è stato chiesto il riconoscimento dello stato di crisi di mercato per gli anni 2006 e 2007, con un rinvio di 24 mesi delle scadenze del credito agrario  e l’attivazione di misure che favoriscano l’accesso al credito agevolato con l’assunzione delle garanzie da parte dei soggetti pubblici. Ma non solo. Nel documento si chiede anche la disponibilità delle banche all’apertura di canali preferenziali per le imprese agricole, che l’anticipo Agripart, relativamente alle aziende in possesso di titoli Pac, avvenga integralmente anche per aziende che hanno problemi in centrale rischi. Si chiede, inoltre, la fiscalizzazione totale decennale degli oneri sociali con eventuale rinvio delle prime rate della ristrutturazione dei debiti Inps, oltre alla applicazione dell’accisa zero sul gasolio ad uso agricolo, alla attivazione di misure che riducono il costo del Kw/ora, ed interventi mirati sull’attivazione dei controlli per il rispetto delle norme igienico-sanitarie dei prodotti agricoli di importazione extra-comunitaria avviati alla trasformazione. Nel corso dell’incontro svoltosi al Ministero delle Politiche Agricole è stata ribadita l’importanza della concentrazione del prodotto e della costituzione delle OP (Organizzazioni di Prodotto). A riguardo di tale questione interviene il presidente provinciale della C.I.A. di Brindisi Luigi D’Amico. “Una situazione eccezionale come quella che sta attraversando l’agricoltura brindisina richiede misure eccezionali per consentire alle aziende di ripartire per affrontare le produzioni primaverili ed estive – spiega D’Amico -. Non è possibile, però, che la Regione Puglia scarichi le responsabilità sul mondo della produzione. Se sino ad oggi le OP non si sono costituite o non sono decollate e se non si sono attuate adeguate politiche di marketing ci sono anche delle responsabilità delle istituzioni nell’affiancare ed agevolare l’aggregazione del prodotto e, quindi, la realizzazione delle OP”.

 


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