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23 febbraio 2007

INCONTRO A BARI DELL’ISPETTORATO PER LA QUALITA’ E LA SICUREZZA ALIMENTARE

Si è tenuto presso la sede dell’Assessorato regionale alle risorse agroalimentari la riunione di consultazione con i rappresentanti dell’Amministrazione regionale, le Organizzazioni professionali agricole, le Associazioni di categoria e dei Consumatori previsto dal programma di incontri territoriali dell’Ispettorato Centrale per il controllo della qualità dei prodotti agroalimentari.

     L’Ispettorato, che per volere del Ministro De Castro ha mutato il suo nome (ex-Repressione Frodi), sta così completando il suo giro di presentazione del programma di attività 2007, articolato secondo le varie sedi territoriali, intendendo così raccogliere pareri e proposte provenienti dal territorio.

     Alla base, la consapevolezza che la qualità dei prodotti agroalimentari è un valore del sistema italiano che va sostenuto e tutelato contro, per l’appunto, le frodi e le sofisticazioni alimentari.

     Alla riunione hanno presenziato l’assessore regionale Russo insieme ai dirigenti regionali Ferro e Frattaruolo, il dott. Giovanni Lo Piparo, ispettore generale capo del dipartimento, insieme ai responsabili dell’Ufficio di Bari Stramaglia e Gatto.

     Folta la partecipazione di rappresentanti della produzione e dei consumatori.  Sono intervenuti, tra gli altri, Confagricoltura, Coldiretti, Codacons, Cna, Copagri, Apeo, oltre ad altri rappresentanti delle associazioni dei consumatori.            Per la Cia Puglia ha partecipato ed è intervenuto Francesco Caruso, presidente di Bari.

     Tutti hanno richiesto maggior incisività dei controlli soprattutto nei settori sensibili quali olio, vino, ortofrutta e con particolare riguardo verso le partite di prodotti extracomunitari che spesso approdano sui nostri mercati senza le necessarie garanzie di produzione, manipolazione e conservazione che caratterizzano i nostri prodotti, dai costi più elevati.

     Caruso ha poi ripreso il concetto che il sistema di controllo e repressione deve far parte di un più generale sistema di garanzia della qualità sia per i prodotti destinati al consumo interno che per le produzioni destinate all’esportazione, basato sui necessari accordi di filiera che riconoscano alla parte agricola il giusto reddito.

     “I controlli interni “ secondo Caruso “devono concentrarsi soprattutto sull’origine dei prodotti, sulle importazioni temporanee per verificarne la destinazione finale, sul rispetto dei disciplinari d.o.p. e i.g.p..                Sul piano esterno è necessario provvedere alla armonizzazione delle stesse normative intracomunitarie (vedi caso uva da tavola in Germania) sulla sicurezza alimentare e ad un sistema di accordi internazionali e plurilaterali che diano garanzie rispetto alla movimentazione delle merci.

     Un sistema di qualità strutturato consente inoltre la massima possibilità di prevenzione e, se idoneamente supportato dalle scelte della programmazione regionale, di disincentivazione rispetto all’interesse alla frode.       La riduzione delle opportunità di illegalità consentirebbe, tra l’altro, una maggiore efficienza indotta delle misure repressive residue”.

     Nella replica il dott. Lo Piparo ha evidenziato la comune richiesta di consumatori e produttori circa la massima chiarezza sul mercato, soprattutto attraverso il sistema delle etichettature informative sulla qualità del prodotto e sulla provenienza dello stesso, a tutti i livelli della distribuzione e commercializzazione.    Per far fronte a tale richiesta di corretta informazione e attivare azioni di controllo e repressione – secondo il dott. Lo Piparo – sarebbe auspicabile mettere a sistema le varie competenze (frodi, sanità, dogane, mercati, NAS, le stesse Regioni, ecc.).

     Intanto l’impegno, territoriale, di intensificare gli incontri informativi tra l’Ufficio e le rappresentanze sociali ed economiche, magari su base più tecnica e propositiva.

         L’assessore Russo, nel concludere, ha sottolineato che la Puglia, con la sua forte e importante agricoltura, è “condannata a fare qualità” per affrontare le sfide dei mercati e che tale qualità richiede sostegno e tutela.    Su questo fronte la Regione Puglia, anche attraverso il prossimo PSR, è fortemente impegnata.