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12 dicembre 2012
Cia Nazionale
I REDDITI DEGLI AGRICOLTORI ITALIANI ANCORA IN FRENATA

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La Cia commenta i dati Eurostat. La lieve crescita (più 0,3 per cento) del 2012 conferma una preoccupante stagnazione e tutte le difficoltà dei produttori. I prezzi sui campi non hanno colmato il pesante fardello degli oneri che le imprese sono costrette ad affrontare.

 

I redditi degli agricoltori italiani continuano ad essere tagliati dai costi produttivi, contributivi e burocratici. La conferma viene dalle rilevazioni di Eurostat che per il 2012 ha quantificato un’ulteriore stagnazione (appena un più 0,3 per cento). Lo sottolinea la Cia-Confederazione italiana agricoltori. Si tratta di un dato che allunga un trend negativo che ormai si protrae dal 2005, fatta eccezione per il 2011, quando si è registrata una crescita di oltre il 10 per cento che, tuttavia, non ha compensato i crolli degli anni precedenti.

I costi che sono costretti a sostenere le imprese agricole -ricorda la Cia- non sono stati colmati dalla crescita (che resta ancora inadeguata) dei prezzi sui campi che continuano, purtroppo, a non essere remunerativi. Oltretutto sugli imprenditori, quest’anno, ha pesato l’Imu sui fabbricati rurali e sui terreni agricoli. Un’imposta che la Cia auspica che venga adeguata alle esigenze degli agricoltori, come promosso dallo stesso presidente del Consiglio Mario Monti.

Il colpo di grazia per i redditi degli agricoltori italiani è venuto -afferma la Cia- nel 2009, quando sono crollati di oltre il 20 per cento. Il calo più accentuato degli ultimi dieci anni.

E’ sintomatico il fatto -segnala la Cia- che negli ultimi sette anni, dal 2005 ad oggi, la crescita dei redditi agricoli nell’Ue è stata pari al 29,7 per cento, mentre in Italia, pur con qualche recupero, non si sono raggiunti i valori del 2005.

Tuttavia, la situazione difficile -afferma la Cia- quest’anno si registra in tutta Europa, dove i redditi agricoli sono cresciuti di appena l’uno per cento contro l’aumento dell’8 per cento del 2011. Uno scenario caratterizzato proprio da prezzi all’origine in difficoltà e da costi in crescente aumento.

 

Fonte: Cia Nazionale

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