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01 giugno 2011
CONGEDO OBBLIGATORIO MATERNITA’: DECORRENZA NEL CASO DI PARTO PREMATURO

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La Corte Costituzionale con sentenza n. 116/2011 ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’articolo 16, lettera c), del decreto legislativo del 26 marzo 2001 n. 151 (TU sulla maternità)  “nella parte in cui non consente, nell’ipotesi di parto prematuro con ricovero del neonato in una struttura sanitaria pubblica o privata, che la madre possa fruire, a sua richiesta e compatibilmente con le sue condizioni di salute attestate da documentazione medica, del congedo obbligatorio che le spetta, o parte di esso a far tempo dalla data d’ingresso del bambino nella casa familiare”.

Detto articolo 16 del Testo Unico n. 151/2001, prevede l’obbligatorietà dell’astensione dal lavoro per le lavoratrici gestanti:

- nei due mesi precedenti la data presunta del parto e fino alla nascita del bambino;

- nel mese precedente la data presunta del parto e fino alla nascita del bambino, per scelta della lavoratrice, a condizione che non sia pregiudicata la salute della futura mamma e del bambino.

La vicenda presa in considerazione della Corte Costituzionale riguardava una signora che rispetto alla data di nascita presunta prevista per il 1° luglio aveva, invece, partorito il 25 marzo: in seguito al parto la bambina era stata ricoverata in terapia intensiva fino all’8 agosto. Vale a dire per quasi l’intera durata dell’astensione obbligatoria della madre, ante e post partum.

L’INPS in base all’articolo 16 del D. Lgs. 151/01 ha, comunque, posto la madre in congedo obbligatorio a decorrere dalla data del parto. La lavoratrice aveva tuttavia inoltrato richiesta di usufruire del periodo obbligatorio di astensione a decorrere dalla data presunta del parto, oppure dall’ingresso del neonato in famiglia, offrendo al datore di lavoro la propria prestazione lavorativa fino a una di tali date, ma l’INPS aveva respinto la richiesta.

Con la sentenza in oggetto la Corte ha affermato l’importante principio, secondo cui la norma sulla tutela della maternità e nel caso di specie il congedo obbligatorio, ha senza dubbio il fine di tutelare la salute della donna nel periodo immediatamente susseguente al parto, per consentirle di recuperare le energie necessarie a riprendere il lavoro, ma considera e protegge anche il rapporto che in tale periodo si instaura tra madre e figlio, e ciò non soltanto per quanto attiene ai bisogni più prioritariamente biologici, ma anche in riferimento alle esigenze di carattere relazionale e affettivo collegate allo sviluppo della personalità del bambino.

Pasqua Manfredi


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