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20 giugno 2011
I PREZZI ALIMENTARI RIPRENDONO A CORRERE E LA LISTA DELLA SPESA “SI ACCORCIA”

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Secondo la Cia, a pesare di più sui rincari al supermercato a maggio è il “boom” del gasolio, che fa volare le spese di trasporto dei prodotti dal campo alla tavola. A maggio i prezzi al consumo dei beni alimentari hanno ripreso a crescere (più 0,7 per cento rispetto ad aprile e più 2,9 per cento su base annua), con un sensibile aumento tendenziale per la frutta fresca (più 12,1 per cento), il caffè (più 9,2 per cento) e i prodotti lattiero-caseari (più 4,8 per cento). Si tratta dei valori più elevati raggiunti da oltre due anni, ma le imprese agricole non hanno tratto nessun vantaggio dall’incremento dei listini sullo scaffale, anzi hanno continuato a subire gli effetti del “caro-energia” (il carburante agricolo a maggio è cresciuto del 5,9 per cento annuo), accrescendo notevolmente i costi di produzione già alti. Lo afferma la Cia-Confederazione italiana agricoltori, commentando i dati definitivi sull’inflazione a maggio diffusi oggi dall’Istat.

In particolare, il “boom” del prezzo del gasolio a maggio (più 15,1 per cento tendenziale) ha spinto in alto le spese di trasporto -spiega la Cia- determinando i rincari al supermercato di cibo e bevande: non bisogna dimenticare, infatti, che i prodotti, dal campo alla tavola, viaggiano su strada nell’85 per cento dei casi.

La conseguenza più immediata del rincaro dei prezzi alimentari -osserva la Cia- è la “dieta” a tavola: gli italiani, infatti, hanno ridotto significativamente proprio gli acquisti di frutta e agrumi (meno 8,7 per cento) e prodotti lattiero-caseari (meno 6,3 per cento). Più in generale, nel primo trimestre del 2011 (ovvero da quando l’inflazione ha ricominciato a infiammarsi) i consumi alimentari delle famiglie sono calati già del 3,6 per cento.

 

Fonte: Cia Nazionale

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