Attenzione

se stai leggendo questo testo significa che il tuo browser non supporta i fogli di stile (CSS). Se stai usando uno screen reader, prosegui con la navigazione, altrimenti segui le istruzioni su come aggiornare il tuo browser.
 
Header - Logo CIA

Ricerca

 

Area Riservata

 
 


Colonna Centrale: Contenuti

Percorso corrente:

06 maggio 2011
SCOPPIA IL CASO SULLE PENSIONI D’INVALIDITÀ

pensioni%20invalidita.png

In occasione della giornata nazionale “Inac in piazza per te”, uno studio del Patronato Inac-Cia evidenzia il peso eccessivo del disbrigo delle pratiche previdenziali e fiscali in Italia. La situazione non è migliorata con l’informatizzazione della PA, soprattutto per pensionati e immigrati.

Il “pachiderma” della burocrazia batte il tentativo di modernizzazione uno a zero. A oltre un anno dall’avvio del processo di informatizzazione della Pubblica Amministrazione, i tempi e i costi per adempiere agli obblighi previdenziali e fiscali restano biblici. Ciascun italiano impiega oltre 300 ore l’anno, quasi un’ora al giorno, per districarsi nel labirinto di scadenze e pagamenti vari: domande di pensione, dichiarazioni dei redditi e Isee, richieste di disoccupazione, riconoscimento dell’invalidità, certificati e permessi. Una cifra che sale ancora di più se a disbrigare le pratiche burocratiche è un pensionato o uno straniero: in questo caso le ore diventano oltre 390 all’anno. Lo rileva uno studio del Patronato Inac, l’Istituto nazionale assistenza cittadini della Cia-Confederazione italiana agricoltori, presentato oggi in occasione della 5ª edizione di “Inac in piazza per te”, l’appuntamento informativo che si tiene ogni anno in tutte le piazze d’Italia nel mese di maggio.

Nel confronto con gli altri Paesi europei, la burocrazia italiana non ci fa una bella figura. Contro le 300 ore annue dello Stivale “perse” in pratiche e richieste di certificazione -spiega l’Inac- la Gran Bretagna “sfoggia” 110 ore in media d’anno, la Francia 132, la Germania 196 e la Spagna 213.

Il risultato è che la burocrazia arriva a pesare in Italia per circa 70 miliardi di euro, con un’incidenza complessiva su imprese e famiglie pari al 4,5 per cento del Prodotto interno lordo. Una spesa enorme, soprattutto se si guarda al dato pro-capite: ogni anno i costi della macchina burocratica ammontano a 1.200 euro a cittadino tra timbri, comunicazioni, autorizzazioni e certificati.

Ma soldi e ritardi finiscono per incidere sulle categorie più fragili, come gli ammalati e gli anziani. Basta pensare alle attese interminabili per ottenere l’indennità di accompagnamento o la pensione d’invalidità civile. Che difatti quest’anno -insieme agli ammortizzatori sociali- rappresenta il tema “clou” dell’iniziativa del 7 maggio.

L’informatica avrebbe dovuto snellire la burocrazia, invece oggi per i cittadini che chiedono l’accertamento delle loro inabilità -osserva l’Inac-Cia- ottenere la certificazione e il conseguente accesso agli aiuti economici o un permesso dal lavoro per l’assistenza a un familiare è diventato un vero e proprio miraggio. I tempi d’attesa, quando va bene, si aggirano infatti intorno ai 2 anni. Ma ci sono anche malati che muoiono prima della definizione della loro domanda.

In un certo senso -continua l’Inac- la giusta battaglia per la scoperta dei falsi invalidi rischia di frenare anche l’iter di quelli veri. Le disposizioni dell’Inps per un generalizzato controllo superiore, che costringe gli invalidi a sottoporsi a una “via crucis” di visite e contro visite presso le Commissioni mediche - senza neppure rispettare il diritto di priorità dell’accertamento per quella fascia di popolazione colpita da gravissime patologie e per i malati oncologici - unita agli errori e ai ritardi telematici, sta creando disagi insostenibili a migliaia di persone. Per questo, oggi l’Inac torna a chiedere con forza tempi brevi e certi di definizione e soprattutto accertamenti sanitari equi che tengano conto dell’obiettivo status dell’invalido e non perseguano come unico obiettivo il risparmio della spesa pubblica.

Ma la giornata nazionale dell’Inac, sotto lo slogan “Lavoriamo insieme per un domani di certezze e diritti”, guarda soprattutto alle fasce più deboli della popolazione, che sono poi quelle più in difficoltà di fronte al binomio burocrazia-informatica. Secondo lo studio del Patronato della Cia, infatti, oggi soltanto il 3 per cento degli “over 65” ha una buona dimestichezza nell’uso di internet. Un po’ meglio fanno gli extracomunitari regolari che arrivano a circa un 15 per cento, ma molti sbagliano (non favoriti dalla lingua) la compilazione della modulistica proposta nei servizi del web. In questo contesto, si spiega perché circa il 30 per cento delle pratiche avviate online subisce blocchi o rallentamenti per banali errori o intoppi tecnici.

In loro aiuto arrivano, dunque, gli oltre 100 gazebo informativi allestiti dall’Inac in tutte le piazze d’Italia. Lo scopo della manifestazione, quest’anno come negli anni passati, è mettere a disposizione di tutti i cittadini le competenze su previdenza e fisco del personale qualificato del Patronato. Con un unico motto: “Voi fate le domande, noi vi diamo le risposte”.

Notizie


I Nostri Partner:

CIA - Confederazione Italiana Agricoltori
-
-
CIHEAM - IAMB (apertura in una nuova finestra)
-
Codita (apertura in una nuova finestra)

Finanziatori:

Regione Puglia
spacer
Unione Europea
intervento cofinanziato dall'U.E. F.E.S.R. sul POR Puglia 2000-2006
Misura 6.2 POR Puglia
Azione C "Sviluppo delle imprese e delle professioni"
Valid HTML 4.01 Transitional 
-
Valid CSS! 
-
Level Triple-A conformance icon, W3C-WAI Web Content Accessibility Guidelines 1.0

-
Cia Puglia, Via S. Matarrese, 4 - 70124 Bari - Tel 080.5616025 Fax 080.5641379 COD. FISC. 80016260723 - info@scianet.it
www.scianet.it é una testata giornalistica on line iscritta nel Registro della Stampa del Tribunale di Bari al n° 37/07.
Direttore responsabile: Antonio Barile