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29 aprile 2011
PENSIONATI DAY MOBILITAZIONE DEL 29 APRILE 2011

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Il 29 aprile prossimo, per la prima volta nella storia delle Associazioni Pensionati del Lavoro Autonomo (Agricoltura Artigianato e Commercio), è stata indetta una giornata di mobilitazione nazionale denominata "Pensionati Day" per esprimere il grave disagio in cui vivono gran parte degli anziani lavoratori autonomi costretti a vivere con pensioni spesso al di sotto di 480 Euro mensili e, quindi ai limiti della fascia di povertà, e con uno Stato Sociale sempre meno attento ai loro bisogni e a quelli delle loro famiglie.

Il protrarsi della crisi economica finanziaria, iniziata nel 2008, ha notevolmente compromesso la tenuta sociale delle famiglie e gli anziani genitori pensionati che, per decenni, hanno rappresentato un'ancora di salvataggio per le nuove generazioni: ora rischiano di non esserlo più e già mostrano preoccupanti segni di fragilità, come ha giustamente osservato il Governatore della Banca d'Italia.

La continua e strisciante riduzione del potere di acquisto delle pensioni che, negli ultimi dieci anni, si è ridotto del 30%, espone sempre più i nostri pensionati verso la soglia di nuove povertà.

I forti tagli apportati in questi ultimi anni alla Sanità Pubblica e al Welfare dalla Legge di Stabilità n.220/201O, che ha azzerato, fra l'altro, il Fondo per la non autosufficienza, rischia di scaricare sulle famiglie compiti e funzioni che sono proprie delle Istituzioni Pubbliche in materia di assistenza agli anziani.

La chiusura di molti ospedali, ubicati prevalentemente nelle aree interne e svantaggiate, dove più forte è la presenza degli anziani, desta molte preoccupazioni nelle fasce più deboli della popolazione anche per il continuo arretramento dei presidi pubblici in queste zone.

Le incertezze legate al Federalismo che attribuisce alle Regioni e agli Enti Locali sempre più competenze e meno risorse finanziarie, soprattutto nel campo dei servizi alla persona, finiranno col

far crescere la pressione fiscale senza alcuna ricaduta positiva sugli anziani.

Il perdurare della disparità dì trattamento tra pensionati del lavoro autonomo ed altri lavoratori in materia dì Assegni Familiari (Leggi istitutive) e la decorrenza dei termini per il trattamento pensionistico (art 12 legge 122/2010) non sono più tollerabili.

E’ arrivato il tempo di affrontare seriamente questi problemi, mettendo al centro del dibattito politico:

·         la rigorosa lotta agli sprechi della spesa pubblica e la razionalizzazione delle prestazioni sanitarie e previdenziali;

·         la eliminazione dei "cumuli" di prestazioni che favoriscono poche categorie di privilegiati a danno di molte altre;

·         la riduzione dei costi della politica, le inefficienze della burocrazia e la soppressione degli Enti inutili, sempre annunziate nei programmi del Governo e mai realizzate.

Per queste ragioni chiediamo ai Parlamentari pugliesi di impegnare il Governo nazionale a:

·         garantire il potere di acquisto delle pensioni sia attraverso l'aumento delle pensioni minime che la revisione biennale di quelle esistenti;

·         rivedere i criteri per la determinazione delle pensioni dei giovani imprenditori attualmente penalizzati dal passaggio dal sistema retributivo a quello contributivo;

·         assicurare i livelli essenziali di assistenza;

·         rifinanziare il fondo per la non autosufficienza;

·         riconoscere un "bonus" finanziario alle famiglie che si prendono cura degli anziani soli e/o non autosufficienti;

·         equiparare gli Assegni Familiari e la decorrenza dei termini per l'accesso al trattamento pensionistico, sfalsato dall'art.I2 della legge122/2010, a quelli degli altri lavoratori;

·         introdurre particolari e significative tariffe agevolate per il trasporto pubblico, l'energia elettrica, l'acqua, il telefono e il gas.

Ai Consiglieri Regionali di adoperarsi:

·         per il mantenimento dei presidi sanitari di Pronto Soccorso efficienti e di strutture attrezzate per l'assistenza degli anziani nei Comuni che subiranno la chiusura degli ospedali;

·         la riduzione significativa dei tempi di attesa per l'accesso ai servizi sanitari pubblici (analisi diagnostici, radiografie, Tac, ecc.) anche per evitare, anche in casi di urgenza, di essere costretti a rivolgersi alle strutture private a pagamento;

·         l'esonero dal ticket sulle ricette farmaceutiche per tutti i pensionati ultra sessantacinquenni con un reddito di pensione inferiore a 10.000 Euro all'anno;

·         la partecipazione delle Associazioni del Lavoro Autonomo alla definizione degli interventi Regionali e Nazionali di politiche sociali e familiari.

Si invitano, inoltre, i Sindaci, i Presidenti delle Province ed il Presidente della Giunta Regionale ad impegnare l'ANCI, l'UPI e la Conferenza Stato-Regioni a sostenere !e presenti proposte.

 

In allegato il manifesto unitario.

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