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12 aprile 2011
Cia Puglia
CARTELLE PAZZE CONSORZIO DI BONIFICA: RIUSCITO IL SIT IN DEGLI AGRICOLTORI

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E’ riuscito il sit-in organizzato questa mattina (martedì 12 aprile) dalla Cia (Confederazione Italiana Agricoltori) di Taranto e sostenuto dalla Cia Puglia, sotto la sede del Consiglio Regionale pugliese  per manifestare il disappunto per quanto sta accadendo relativamente alle cartelle esattoriali del Consorzio di Bonifica Stornara e Tara di Taranto. La Cia ha ribadito ancora una volta l’impossibilità delle aziende agricole di poter pagare il costo dell’acqua a circa 1.300 euro per ettaro, come viene richiesto con il pagamento 2010.

Alla iniziativa hanno partecipato alcune centinaia di agricoltori.

Una delegazione della Cia,  con in testa il Presidente della Cia Puglia Antonio Barile, il Presidente della Cia di Taranto Nicola Spagnuolo, il VicePresidente della Cia di Taranto Franco Passeri ed il Direttore della Cia Taranto Vito Rubino, al termine del sit-in ha incontrato il Presidente del Consiglio regionale pugliese Onofrio Introna, e gli assessori regionali alle Risorse agroalimentari, Dario Stefàno, e alle Opere pubbliche, Fabiano Amati.

La delegazione ha evidenziato come nei prossimi giorni scadrà la prima rata delle cartelle esattoriali inviate agli agricoltori, ed ha rilevato che nella vicina Basilicata la stessa acqua prelevata dal medesimo invaso viene pagata dagli agricoltori di quella regione ad euro 180 per ettaro per una disponibilità di dieci mesi l’anno: è inspiegabile come mai, a pochi chilometri di distanza, la stessa acqua per irrigazione dello stesso invaso, disponibile per soli tre mesi l’anno, viene venduta ad un prezzo pari a quello dell’ acqua minerale.

La Cia ha messo in risalto la gestione poco trasparente della irrigazione da parte  del Consorzio di Bonifica Stornara e Tara, che si trova attualmente sotto gestione commissariale, ed ha chiesto la sospensione immediata delle cartelle esattoriali e di trovare una immediata soluzione affinché il costo sia quello preventivato ovvero un costo sopportabile pari a 485,00 euro ad ettaro. Pretendere, infatti, di richiedere gli arretrati a partire dall’anno 2005, considerando 1.300 euro per ettaro, è totalmente inaccettabile; la Regione Puglia aveva fornito certezze che il costo dell’acqua non avrebbe superato quanto già pagato pari ad euro 485 per ettaro. Invece oggi si vorrebbe chiedere un conguaglio che è quasi il doppio di quanto già versato a distanza di cinque anni, dopo che le aziende agricole hanno già chiuso in rosso i propri bilanci a causa della crisi; a ciò va aggiunto che vi sono situazioni aziendali totalmente cambiate: aziende cessate o che hanno modificato la propria ragione sociale, contratti di affitto stagionali non più in essere, decessi dei titolari di azienda, aziende vendute o sottoposte a vendite giudiziarie, contratti di affitto risolti, e in questo quadro così mutato si vorrebbe procedere al recupero forzoso dei canoni arretrati.

L’assessore regionale Dario Stefàno si è impegnato a convocare domani il commissario del Consorzio di Bonifica Stornara e Tara per intimargli la sospensione delle cartelle. Lo stesso Stefàno ha annunciato che nei prossimi giorni renderà noti i risultati di una attività ispettiva svolta dall’Assessorato alle Risorse agroalimentari sulla gestione dell’acqua da parte del Consorzio di Bonifica Stornara e Tara.

L’assessore regionale Fabiano Amati, invece, si è impegnato ad aprire subito una trattativa con la Regione Basilicata per  riaprire i termini dell’accodo di programma sul costo dell’acqua riconosciuto proprio alla Lucania, che rappresenta un peso eccessivo per gli agricoltori pugliesi.

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