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03 gennaio 2011
VARI
RETE RURALE: L'ATLANTE DELLE DONNE IMPEGNATE IN AGRICOLTURA

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L'Atlante delle donne impegnate in agricoltura è uno strumento della Rete Rurale Nazionale di lettura immediata per quanti impegnati a sviluppare, monitorare e valutare politiche sul territorio indirizzate a favorire le pari opportunità nell'ambito dello sviluppo rurale in Italia, anche in vista dell'importante impegno di programmazione di interventi più efficaci ed efficienti che valorizzino l'impegno delle donne in agricoltura per il post 2013. Il quadro complessivo, a confronto con i dati Eurostat, indica  nel nostro Paese una quota di conduttrici donne sul totale dei conduttori maggiore rispetto all'EU a 27 (30 contro il 27%, anno 2007), anche se tra il 2000 e il 2007 in Italia l'incidenza delle donne conduttrici sul totale si è ridotta (nel complesso di 0,8 punti percentuali), in tutte le aree PSN ad eccezione di quelle ad agricoltura intensiva specializzata. Tra il 2000 e il 2007 l'incidenza delle donne conduttrici sul totale si è ridotta (nel complesso di 0,8 punti percentuali), in tutte le aree PSN ad eccezione delle aree B (agricoltura intensiva specializzata); a livello regionale la situazione è molto eterogenea: Abruzzo, Veneto ed Emilia-Romagna sono le Regioni dove aumenta maggiormente la presenza delle conduttrici donne sul totale, mentre Calabria, Liguria e Valle d'Aosta quelle in cui si riduce di più. Nel 2007 le conduttrici donne con meno di 40 anni rispetto al totale dei giovani conduttori pesavano per il 26,7%. Anche la presenza delle conduttrici donne con meno di 40 anni sul totale è andata diminuendo (-1,4 punti percentuali) e ciò ha riguardato tutte e 4 le aree PSN.
Tra il 2000 e il 2007 l'incidenza delle giovani conduttrici sul totale si è ridotta in tutte le regioni ad eccezione di Toscana, Umbria e Abruzzo, dove l'indicatore è aumentato anche se di poco: in queste regioni la presenza delle giovani imprenditrici donne è rilevante (compresa tra il 38 e il 48%).
Emerge poi una tendenza per  il lavoro extrafamiliare da parte delle giovani donne,  che preferiscono lavorare al di fuori dell'azienda agricola della famiglia (-6 o -7 punti percentuali in tutte e 4 le aree PSN). Mentre le giovani lavoratrici dipendenti sono aumentate rispetto al totale della manodopera familiare. Si rileva poi un basso livello di scolarizzazione delle imprenditrici: solo il 5,4% ha un diploma o una laurea. Le imprenditrici delle regioni che hanno saputo più delle altre promuovere una maggiore qualificazione professionale nel settore agricolo sono localizzate nelle aree D o in quelle B (rispettivamente relative alle aree rurali con problemi complessivi di sviluppo e a quelle con agricoltura intensiva specializzata). Uno strumento, in sintesi, questo dell'Atlante, utile alle Amministrazioni responsabili dei Piani di Sviluppo Rurale per la programmazione 2007-2013 e a quanti sono impegnati a promuovere nel post 2013 interventi per lo sviluppo rurale che incrementino la presenza delle donne in agricoltura, in linea con la nuova strategia Europea (EU2020), che individua tre priorità per il prossimo futuro:  una crescita intelligente sviluppando un'economia basata sulla conoscenza e sull'innovazione; una crescita sostenibile che vuol dire promuovere una crescita più efficiente sotto il profilo delle risorse, più verde, più competitiva; una crescita inclusiva attraverso la promozione di una economia con un alto tasso di occupazione che favorisca la coesione sociale e territoriale. Obiettivi questi, per conseguire i quali una maggiore presenza in agricoltura delle donne aiuterebbe il settore agricolo a sviluppare un'agricoltura più inclusiva, più aperta all'introduzione di innovazioni e più rispettosa dell'ambiente. 

In allegato pubblichiamo l’atlante delle donne in agricoltura.


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