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06 dicembre 2010

APPROVATE IN VIA PRELIMINARE LE LINEE GUIDA SULLE RINNOVABILI

Lo scorso 30 novembre la Regione Puglia ha approvato in prima lettura le Linee Guida sulle energie rinnovabili. Un atto che segue di pochi giorni le Linee Guida approvate dal Governo Nazionale, dopo un'attesa lunga sette anni. Nelle prossime settimane è atteso il via libera definitivo da parte delle Commissioni Competenti e della Giunta Regionale, con l'adeguamento della legislazione regionale.

Con quest’atto la Giunta provvederà a ristabilire un quadro normativo armonizzato con le linee nazionali, semplificando procedure e chiarendo obiettivi di lungo termine. Da un lato attraverso l’introduzione del burden sharing, ovvero la quota di produzione d’energia rinnovabile che spetta alla Puglia rispetto agli obiettivi nazionali. Dall’altro introducendo procedure totalmente informatizzate, come la firma digitale per l’iter autorizzativo. Secondo i calcoli della Regione il tempo massimo per ottenere un parere favorevole dovrebbe scendere a 180 giorni.

Le Linee tuttavia chiarificheranno soprattutto alcune questioni relative all’installazione d’impianti in aree vincolate e non idonee. Le nuove prescrizioni regionali terranno conto non solo di vincoli paesaggistici e ambientali, ma anche di elementi di tutela della biodiversità, del paesaggio rurale, dell’integrazione storico culturale, della protezione agro alimentare. Verranno specificati elenchi di aree di pregio come le aree naturali protette nazionali e regionali, le zone umide ramsar, i SIC e le ZPS, le aree di nidificazione, la Rete Ecologica Regionale, i siti UNESCO, i beni culturali, le aree a rischio dissesto idrogeologico. Tra le aree vincolate compariranno anche le aree agricole con produzioni di pregio biologico e produzioni di qualità certificate (doc, dop). Questi elenchi si integreranno in una sorta di atlante cartografico, scaricabile dal sito della Regione. Inoltre verranno chiariti gli impianti autorizzabili in aree pregiate ma con vocazioni antropiche, agricole e storiche notevoli, come il Parco Nazionale del Gargano. In queste aree si potranno realizzare solo alcune tipologie d’impianti, integrate con strutture preesistenti, purchè non classificati come beni culturali.

Francesco Pasculli