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25 novembre 2010
VARI
INTERNET VELOCE FRA LE CONDIZIONI PER LO SVILUPPO AZIENDALE

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La possibilità di avere un accesso ad internet veloce è fondamentale per la crescita economica delle aziende agricole poiché favorisce un maggiore sviluppo e l’utilizzo di tecnologie innovative, garantendo, soprattutto per le aree più marginali, un maggiore interscambio socio economico e favorendo anche la fuoriuscita da un "isolamento forzato" che rende queste aree poco attrattive e scarsamente accessibili. Questo discorso vale doppiamente per i giovani, solitamente più predisposti all’innovazione tecnologica in azienda ed aperti al cambiamento. E’ per questo che alcuni dati strutturali di partenza possono essere importanti per orientare le politiche agricole future in direzione di una facilitazione dell’ ingresso e della permanenza dei giovani in agricoltura. In questo senso, lo studio condotto dalla Rete Rurale Nazionale dal titolo "Le future sfide dell’agricoltura: i giovani, le donne e le tecnologie", può essere utile per individuare alcuni trend a livello territoriale. In linea con la sfida europea sulla banda larga per raggiungere l’obiettivo di una copertura internet al 100% per tutti è stato attivato un Piano Nazionale di abbattimento del digital divide a cui anche lo sviluppo rurale contribuisce con la Misura 321 "Servizi essenziali per l'economia e la popolazione rurale" dei PSR. In Italia le aziende che utilizzano proprie attrezzature informatiche sul totale di aziende sono solo l’1 per cento, valore che risulta essere rimasto costante dal 2000 al 2007, ad eccezione per le aree rurali con problemi complessi di sviluppo in cui le aziende che utilizzano attrezzature informatiche risultano essere in crescita.

In generale, la gran parte delle aziende che utilizzano attrezzature informatiche sono localizzate prevalentemente nelle aree rurali ad agricoltura intensiva specializzata e in quelle intermedie. Dal 2000 al 2007, le aziende agricole italiane sono diminuite, tale riduzione include anche le aziende che utilizzano attrezzature proprie informatiche. Questo dato ha interessato prevalentemente i poli urbani, le aree rurali ad agricoltura intensiva specializzata e quelle intermedie. Le aree rurali con problemi complessivi di sviluppo, invece, sono state caratterizzate da un andamento inverso, ovvero nonostante abbiano avuto una forte perdita di aziende agricole (circa il 19 per cento), dal 2000 al 2007 le aziende che utilizzano attrezzature informatiche sono aumentate di circa il 34 per cento.

Tra le diverse forme di utilizzo delle infrastrutture informatiche risulta che i conduttori agricoli adottano attrezzature telematiche prevalentemente per migliorare la gestione amministrativa delle aziende, soprattutto nelle Regioni obiettivo Convergenza (circa il 72 per cento) e nelle aziende situate nelle aree rurali con problemi complessivi di sviluppo (circa il 74 per cento) e quelle ad agricoltura intensiva specializzata (73 per cento). Le aziende agricole, inoltre, tendono a utilizzare software informatici per la gestione delle coltivazioni (circa il 37 per cento), soprattutto nelle aree rurali ad agricoltura intensiva specializzata e in quelle intermedie.

Sono le Regioni obiettivo Convergenza ad avere una maggiore tendenza ad utilizzare internet per cercare informazioni (37 per cento), tendenza questa determinata probabilmente anche dalla difficoltà corrente di usufruire di dati e notizie da altre fonti, sia di settore e sia di tipo più generico, che potrebbero essere utili per il miglioramento della competitività aziendale, oppure dalla necessita di cercare frequentemente nuovi sbocchi commerciali per la propria produzione.

Ma l’analisi della RRN mette in luce anche altri aspetti riguardanti i giovani agricoltori italiani, confrontandoli anche con i dati Eurostat, come per esempio la percentuale di giovani conduttori e di giovani conduttrici sul totale. Le aree del mezzogiorno italiane hanno visto una diminuzione dei conduttori agricoli con meno di 40 anni, nel periodo 2000 - 2007, di ben il 50% (44% nel centro - nord, 47% la media italiana). Ancora più marcata la differenza regionale se si parla di giovani conduttrici donne, diminuite del 55% nelle regioni del Sud rispetto al 46% del centronord. Se poi consideriamo che nelle regioni del sud la percentuale di conduttori in generale diminuisce meno che nel resto d’Italia (17% nelle regioni del sud rispetto al 24% di quelle del centro- nord) Un quadro che mette in luce la necessità di puntare con decisione su nuove strategie di policy in grado di incentivare e promuovere concretamente l’aumento della presenza di conduttori e conduttrici giovani in agricoltura e la loro sostenibilità nel tempo.

Fonte Rete Rurale Nazionale

In allegato pubblichiamo l’indagine a cura della RRN


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