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24 novembre 2010
LA MASSERIA AGROENERGETICA E' GIA’ REALTA’

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Vincenzo Netti,  presidente della Cia di Putignano dal 2003 al 2005, è un giovane ed innovativo agricoltore di 32 anni che nel maggio del 2000 ha rilevato l’azienda agricola zootecnica con uliveti e ciliegeti dal papà.

L’azienda di Vincenzo, che si estende su una superficie di 10 ettari circa ed ha sede a Putignano (Ba), ha mantenuto l’attività tradizionale (quella zootecnica) per circa 10 anni ma nel 2007, facendo leva sulla sua specializzazione di studi (Diploma in impianti elettrici e specializzazione elettronica) ha deciso di investire, sperimentando, sul micro-eolico realizzando un piccolo impianto sul tetto del capannone aziendale. L’esperimento, durato circa tre anni ha dato esito positivo e questo ha portato Vincenzo a dare la svolta definitiva all’attività dell’azienda che ha cominciato a convertirsi da zootecnica ad agro energetica. In pratica, l’idea inizialmente sperimentata dall’azienda è stata la seguente: è stato applicato un generatore eolico per alimentare la pompa di mungitura calibrata appositamente sulla quantità di mungitura giornaliera. L’esito è stato incoraggiante e così, al micro-eolico si è pensato di implementare anche il fotovoltaico. Sono stati impiantati alcuni moduli di pannelli fotovoltaici sul tetto del capannone aziendale per usufruire anche della resa energetica del sole. Vento e sole insieme per produrre energia. Procedendo nella conduzione dell’azienda che dal punto di vista energetico era ormai diventata indipendente, Vincenzo ha pensato di fare un’ulteriore passo in avanti ed ha così deciso di orientare i suoi investimenti per rimodernare anche il suo core business, pertanto ha deciso di indirizzare l’intera attività agricola alla produzione di energie alternative. Dunque, uso del tetto ma anche della terra per ricavare energia pulita e che rispetti anche l’ambiente (sostenibilità). Così, Vincenzo ha cominciato a coltivare colture tradizionalmente alimentari ma che hanno anche la finalità energetica: colza e girasole.

Per fare questo, Vincenzo però ha dovuto studiare ed approfondire tematiche molto specifiche, in questo l’uso di internet, network e social forum, per lo scambio di informazioni, è stato molto importante, così come fondamentale è stato l’aiuto ricevuto dall’AIEL (Associazione Italiana Energie Agroforestali della Cia) , perché gli ha consentito di frequentare corsi e convegni di settore che lo hanno formato, e dato la possibilità di scambiare esperienze, avere indicazioni e consigli dai massimi esperti del settore delle agro energie e delle energie rinnovabili.

Vincenzo: “ Allo stato dell’arte attuale i miei prossimi obiettivi per il futuro sono:

1.       Installazione di un impianto fotovoltaico di quasi 12 kw che coprirà tutta la superficie del tetto del capannone aziendale. Impianto totalmente integrato con la struttura aziendale.

2.       Seguirà un’istallazione eolica di 3 kw (mini eolico).

Entrambe queste installazioni sono attualmente finanziabili con fondi regionali. Realizzerò questi impianti in parte e prioritariamente per coprire le mie esigenze energetiche, in parte sarà venduta al gestore nazionale, operazione questa, la cui convenienza economica è attualmente interessante.

Per quanto riguarda invece, l’estrapolazione di agro energia dal terreno mi sono posto come esigenza primaria quella di ricavare carburante ecologico per alimentare il mio parco macchine aziendale, anche perché è consigliabile destinare solo il 20% del terreno alla coltivazione di colture con finalità agro energetiche.

Domanda: “Si dice che la coltivazione di queste colture specifiche indebolisca e “rovini il terreno, è vero?”

Vincenzo: “No, anzi, l’introduzione di queste colture nel normale ciclo produttivo porta dei benefici in quanto arricchisce la struttura del terreno, migliorandone anche la produttività dal punto di vista economico. Dopo il primo anno di coltivazione della colza, continua Vincenzo, sono riuscito a ricavare un quantitativo in olio vegetale puro pari al mio fabbisogno aziendale. Le prospettive per il futuro sono quelle di ampliare la produzione e vendere l’eccedenza, ma non vendere il biodiesel, che mi continuerà a servire per alimentare i trattori e le macchine aziendali. Le eventuali eccedenze possono trovare applicazione nella produzione di energia elettrica. Questo attraverso l’utilizzo di gruppi elettrogeni modificati per bruciare olio vegetale puro e vendere l’energia al gestore nazionale ad una tariffa al momento interessante. (processo gestito in proprio, se parliamo di microimpianti, le apparecchiature tecniche sono quelle già presenti sul mercato da anni). Questo per me diventerà il core business unico, legato all’attività agricola. Idea finale è quella di convertire completamente l’azienda tradizionale in una Green farm. Non solo motivi affettivi mi hanno portato a rilevare l’azienda di mio padre, ma anche la convinzione che lo stile di vita che un agricoltore può fare è un bene prezioso, anche se spesso, questo avviene a discapito di un tornaconto economico”.

Domanda: “ Quali sono i costi e gli eventuali incentivi per iniziare questo tipo di attività?

Vincenzo: L’autoproduzione di energia e quindi il relativo abbattimento di costi che ne consegue è già un incentivo, il basso costo d’ingresso nel settore ed il basso costo di start up: acquisto della macchina spremitrice per i semi di colza. Per il momento, non essendoci una legislazione che regola l’accesso al settore o che ne agevoli l’ingresso, i costi (anche se bassi) li ho sostenuti interamente a mio carico.

Domanda: “ Cosa consigli ai tuoi colleghi agricoltori?”

Vincenzo: di andare oltre, di rompere gli schemi perché solo rischiando e facendo scelte forti, si può indurre il mondo a fare determinati cambiamenti.

Domanda: “Cosa chiedi alle istituzioni?”

Quello che chiedo, è che ci sia l’interesse delle istituzioni a favorire ed agevolare questo settore di produzione (energie rinnovabili). Per far si che gli agricoltori si producano da soli il biocarburante. Basterebbe infatti, destinare il 20 % del proprio parco agrario alla coltivazione di colture “agro energetiche” per eliminare quasi del tutto la dipendenza dall’UMA. Auspico che le associazioni di categoria e la politica, collaborino per creare gli strumenti che consentano a tutti noi imprenditori agricoli di poter accedere facilmente a questo tipo di economia. Se questi processi sono destinati solo alla multinazionali del settori la cosa sarà molto limitata, e si spegnerà non appena finiranno gli attuali incentivi (fotovoltaico).

Domanda: “Qual è il tuo obiettivo guida?”

Vincenzo: “FAR SPOSARE L’AGRICOLTURA CON L’ENERGIA IN MODO DINAMICO E PRODUTTIVO”.

AZIENDA AGRICOLA NETTI VINCENZO

PUTIGNANO (BA)

e-mail: vincenzonetti@yahoo.it

 

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