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02 settembre 2010

BIOMASSE, LA PUGLIA DISINCENTIVA I GRANDI IMPIANTI IN ZONA AGRICOLA

Nei giorni scorsi abbiamo dato evidenza alla presa di posizione dell’Assessore all’Ambiente, Lorenzo Nicastro, in merito ai grandi parchi fotovoltaici. E’ di queste ultime ore la pubblicazione di una seconda nota a cura del Vice Presidente della Regione Puglia, Loredana Capone, sulla realizzazione dei grandi impianti a biomasse in zona agricola.

"La chiusura negativa della procedura all’impianto Heliantos da parte della Regione Puglia non può essere letta come l’esito di una disputa tra il Comune di Lecce e l’impresa Italgest. In questa vicenda non ci sono vinti né vincitori", dichiara la vicepresidente della Regione Puglia, Loredana Capone. "Del resto l’impresa Italgest si è sempre sottoposta scrupolosamente al rigore degli uffici ottenendo l’approvazione di diversi progetti sia nel fotovoltaico sia nell’eolico. Nel caso in questione evidentemente ha scontato la circostanza che Heliantos è stato il primo progetto di grande impianto a biomasse in zona agricola soggetto alla regola della filiera corta", continua l’assessore alle Politiche economiche. "D’altra parte tutte le contestazioni formali mosse dal Comune di Lecce rispetto alla validità della procedura sono state respinte in Conferenza di servizi. Si tratta insomma di una vicenda puramente tecnica, dove l’unico dato avente un significato politico è contenuto della legge regionale 31/08 che disincentiva la realizzazione di grandi centrali a biomasse in zone agricole perchè determinano un forte impatto ambientale, tranne che non si utilizzi la filiera corta", aggiunge la Capone. "Filiera corta che dev’essere provata in modo particolarmente severo ogni qualvolta gli impianti siano superiori a qualche megawatt. Gli impianti diffusi aventi piccole dimensioni sono interessanti per la filiera agricola e lo dimostra l’attenzione ad essi giustamente rivolta dai piccoli imprenditori agricoli e da alcune associazioni di categoria. Mentre, è evidente che - quando si tratta di progetti che superano i 20 megawatt in aree agricole - il rigore richiesto dalla legge e volto a contemperare gli interessi dell’agricoltura e del territorio, è notevolmente più forte. Perciò l’art.2 della legge 31/08 prescrive che: ‘E’ vietata la realizzazione in zona agricola di impianti alimentati da biomasse salvo che gli impianti medesimi non siano alimentati da biomasse stabilmente provenienti, per almeno il 40 percento del fabbisogno da ‘filiera corta’, cioè ottenute in un raggio di 70 chilometri dall’impianto". "Rimane il dato che la materia delle energie rinnovabili è complessa e richiede equilibrio tra le esperienze del paesaggio, della salute e dell’impresa. E in un territorio come quello salentino così sensibile e rilevante, rigore e responsabilità sono davvero indispensabili", ha concluso la vicepresidente della Regione Puglia.

Loredana Capone, Vice Presidente Regione Puglia