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25 luglio 2010
Cia Bari
LE RICHIESTE DELLA CIA DI BARI AL GOVERNO NAZIONALE

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Prorogare la fiscalizzazione dei contributi e azzerare le accise sul gasolio agricolo: sono le richieste della Confederazione italiana agricoltori di Bari illustrate nel corso di un incontro al quale hanno partecipato i parlamentari Pd Giusy Servodio e Giovanni Procacci, il neo eletto presidente provinciale della Cia, Vito Scalera, e il direttore provinciale Cia, Francesco Caruso.

Ai parlamentari è stato consegnato un promemoria con le proposte che gli agricoltori baresi avanzano al governo, da presentare nella discussione della manovra finanziaria.

<<La proroga della fiscalizzazione e l'azzeramento delle tasse sul gasolio agricolo – ha detto Scalera – rappresentano la nostra priorità. Queste sono misure che nell’immediato  servono a favorire lo sviluppo e la competitività del settore: noi abbiamo bisogno in questa fase del sostegno dei parlamentari baresi>>.
Le oltre 90mila imprese della provincia (più di 130mila se si considerano le imprese minori) sono al limite della sopravvivenza, con ovvie conseguenze sui livelli produttivi e occupazionali. E' a rischio quel presidio umano che oggi è anche salvaguardia e tutela dell’ambiente e del territorio rurale.

A partire dal 1° agosto 2010 la mancata proroga della fiscalizzazione dei contributi per le zone montane e svantaggiate costerà alle sole imprese oltre 57 milioni di euro in più. Un colpo mortale per il settore.

A proposito delle richieste al governo nazionale Scalera ha sottolineato che <<ad oggi, nonostante i reiterati solleciti, non vi è traccia alcuna della volontà di risolvere definitivamente la questione>>.

L’80 per cento delle giornate lavorative nazionali in agricoltura – ha proseguito - si svolge in zone montane e svantaggiate, coinvolgendo oltre il 55 per cento delle imprese agricole totali: per questo la Cia di Bari chiede al governo  che si faccia carico del problema con un intervento risolutivo o di ulteriore proroga nel corso della discussione parlamentare sulla manovra economica. L’ipotesi di una mancata sistemazione o proroga equivale ad una dichiarazione di condanna nei confronti del sistema delle imprese agricole baresi, delle loro famiglie e degli addetti. Basti pensare che dal 1° agosto i contributi dovuti per le giornate lavorate in agricoltura subirebbero un vero e proprio raddoppio, passando da un giorno all’altro dall’attuale 32 per cento a ben il 60 per cento dell’aliquota integrale. Come abbiamo già detto: oltre 57 milioni in più>>.

L’agricoltura - ha continuato il presidente della Cia di Bari - <<vive un momento di estrema crisi. All’incessante aumento dei costi si aggiungono le terribili difficoltà di mercato. I prezzi di vendita dei prodotti agricoli sono in continuo calo>>.

Scalera ha ricordato che <<per il grano duro, nonostante la buona qualità prodotta dai nostri cerealicoltori continuiamo ad assistere a prezzi di 16 - 17 centesimi per chilo, rispetto ai 25 - 26 centesimi per quintale di venti anni fa, con una perdita netta di ben 21,6 milioni di euro.
Mentre un chilo di pasta negli anni Ottanta costava  tra i 37 e i 38 centesimi al chilo, oggi costa tra 1,30 e 1,40 euro al chilo;  un chilo di pane costa 2 euro al chilo>>.

I prezzi dell’uva da vino nelle ultime due annate  sono crollati da 27 a 13 euro per quintale, i produttori hanno ricavato ben 47 milioni di euro in meno all’anno, con una perdita netta di oltre il 50 per cento.

Per il settore olivicolo l’ultima annata agraria si è chiusa con una perdita secca di 70,2 milioni di euro, circa il 40 per cento in meno.

Il settore zootecnico, in provincia di Bari con i suoi 180 milioni di litri di latte, rappresenta circa il 50 per cento della produzione lattiero casearia della Puglia, l’attuale prezzo di circa 34 centesimi al litro sta facendo perdere 36 milioni di euro per le circa 1.500 aziende zootecniche baresi di allevamento bovino.

Contestualmente i costi aziendali per tutti i settori produttivi sono aumentati di oltre il 25 per cento, con punte superiori al 40 per cento


<<Esprimiamo la nostra forte preoccupazione – ha aggiunto il direttore della Cia di Bari, Francesco Caruso -   per la scarsa attenzione che fino ad oggi è stata dedicata all’agricoltura nel suo complesso, pur rappresentando una grande opportunità per il Paese, componente indispensabile per le importanti filiere agroalimentari del “made in Italy”, garanzia per i consumatori e fattore di coesione sociale e di tenuta ambientale. Fra i costi produttivi il costo dei carburanti ha una notevole incidenza. L’azzeramento delle accise sui prodotti petroliferi utilizzati nel settore agricolo, consentirebbe una riduzione considerevole dei costi. Il costo delle tasse e delle accise incide per oltre il 50 per cento del costo dei carburanti. Negli ultimi quattro anni il costo del carburante agricolo è aumentato del 20 per cento. Un provvedimento per introdurre “l’accisa zero” darebbe una boccata d’ossigeno alle imprese agricole>>.

Il presidente Scalera ha ripreso inoltre l’annoso problema delle massicce e incontrollate importazioni che ormai riguardano tutti i comparti produttivi agricoli: cereali, latte e suoi derivati, olio extra vergine di oliva, ortofrutta, vino e produzioni floricole. <<Le massicce importazioni - ha affermato Scalera – stanno determinando un calo spaventoso dei prezzi alla produzione. Al ministro Galan - ha concluso Scalera – chiediamo una task force per il controllo delle importazioni per debellare i fenomeni speculativi in atto a danno del reddito degli agricoltori italiani  e della salute dei cittadini. Alla Regione Puglia, invece, chiediamo l’attivazione del monitoraggio delle scorte di vino prima dell’inizio della vendemmia e interventi per il consumo dell’uva da tavola, non a vantaggio di pochi e soliti commercianti, ma da concordare con gli agricoltori e le loro strutture associate: cooperative, consorzi, associazioni>>.

 


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