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15 giugno 2010

SOLE E VENTO PER IL FUTURO DELLA PUGLIA

In occasione dell’European Wind Day si è svolto a Bari, nella mattinata di oggi, un interessante convegno sulle prospettive di crescita economica ed occupazionali delle rinnovabili in Puglia. Al convegno, promosso da Legambiente Puglia in patrocinio con l’Assessorato alla Qualità Ambientale, hanno preso parte i principali stakeholders politici, sociali e imprenditoriali della regione, in particolare l’Assessore all’Ambiente Lorenzo Nicastro, il Direttore Generale di Confindustria Puglia Piero Conversano, il Direttore dell’Arpa Puglia Giorgio Assennato, il Responsabile Energia di Legambiente Edoardo Zanchini. Il convegno ha fotografato l’attuale situazione soprattutto per quanto riguarda due dei problemi più urgenti. Da un lato gli impianti eolici off-shore, al centro di una lunga disputa in materia di competenze tra Stato Regioni. Dall’altro la penetrazione dei parchi fotovoltaici all’interno delle campagne pugliesi e l’integrazione con le attività produttive degli imprenditori.

La posizione della Regione per quanto riguarda l’off-shore è di tendenziale cautela. Per l’impianto di Tricase, dove si prevede di realizzare uno dei primi impianti off-shore al mondo in acque profonde, la Regione si è espressa in modo favorevole. Questo motivato non solo dall’elevata distanza dalla costa (circa 20 km), invisibile ad occhio umano, ma anche per le dimensioni medie piccole dell’intero parco. Differente il giudizio per gli altri due progetti in progettazione nelle acque di Manfredonia e delle Tremiti. Per questi impianti la Regione ha espresso un parere negativo a causa dell’elevato impatto in termini paesaggistici e ambientali. Il problema tuttavia nasce, come ha sottolineato il neo assessore, da un parere obbligatorio ma non vincolante. Al quale comunque le istituzioni regionali continuano a non sottrarsi. Per il secondo punto invece Nicastro ha ribadito l’obiettivo di una graduale solarizzazione delle città, delle aree dismesse e delle zone industriali, piuttosto che un’invasione selvaggia dei suoli, come emerso in Puglia nell’ultimo anno. L’obiettivo della regione per il prossimo quinquennio sarà di una sostanziale armonizzazione del Pear con il Piano Paesaggistico Regionale. Su questo punto sono state espresse ulteriori precisazioni da parte del Direttore dell’Arpa Puglia, Assennato, ribadendo l’impegno della sua Agenzia nella promozione delle rinnovabili. Le recenti considerazioni sui parchi fotovolatici in agricoltura, ha sottolineato il Direttore, non rappresentano una lotta dell’Agenzia alle rinnovabili, soprattutto in una regione caratterizzata da insediamenti altamente inquinanti come quelli di Cerano, piuttosto dei richiami sulla qualità di alcuni progetti. Le recenti linee guida sotto il profilo degli impatti e della compatibilità ambientale oltre che dalle misure di compensazione e di mitigazione degli impianti, di cui si è dotata recentemente l’Agenzia, rappresentano dei vademecum per valutare in modo autonomo e indipendente la fattibilità dei vari progetti. Fondamentale è infatti l’autonomia tra i dirigenti dell’Agenzia, chiamati ad esprimersi sui singoli impianti, e la Direzione Generale da lui presieduta. Dal dibattito è emerso che le direttrici imprescindibili su cui costruire una buona politica ambientale in materia energetica (e su cui la stessa Cia Puglia ha più volte sottolineato l’importanza), dovrebbero essere due. In primo luogo metter insieme il mondo agricolo con quello della produzione energetica attraverso la costruzione di processi virtuosi che diano la possibilità di integrare le due attività senza sacrificarne la produzione colturale. In secondo luogo spingere verso l’integrazione delle rinnovabili in tutte le strutture edilizie, anche per quanto riguarda le nuove tecnologie su serra (come le ultime esperienze su serre stratificate in più piani, realizzate a Terlizzi per i floricoltori, e presentate nel convegno). Critico è stato infine l’intervento del Responsabile Energia Legambiente Nazionale, Edoardo Zanchini, soprattutto per alcuni vuoti legislativi. Se da un lato i territori stanno rispondendo allo sviluppo delle rinnovabili – ha dichiarato Zanchini – dall’altro sempre di più si sta avvertendo la mancanza di un quadro normativo nazionale di riferimento. Finché il Governo non approverà le Linee Guida per l’Autorizzazione dei progetti da fonti rinnovabili, semplicemente nessun provvedimento delle Regione Puglia avrà senso su questo tema. Perché sarà bocciato, come già avvenuto in Puglia, Calabria, Molise, Valle d’Aosta, dalla Corte Costituzionale, la quale ha ribadito che le Regioni possono solo normare nell’ambito di quelle Linee Guida. Auspichiamo che la Regione Puglia si faccia promotrice in questa direzione e chieda con forza l’immediata convocazione della Conferenza Unica su questo tema. Appello questo accolto dallo stesso Assessore dell’Ambiente Lorenzo Nicastro.

Francesco Pasculli