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06 aprile 2010

COMUNI RINNOVABILI 2010: BUONE NOTIZIE DAL TERRITORIO

"E se fosse proprio il territorio urbano il laboratorio di una rivoluzione energetica incentrata sulle rinnovabili?" Con questo interrogativo si apre l’ultimo rapporto di Legambiente sui Comuni Rinnovabili 2010. E’ infatti, proprio partendo dai comuni, che si intravede anche in Italia una forte accelerazione nelle scelte di sostenibilità energetica ed efficienza dei consumi. Il rapporto, incrociando i dati del Gestore dei Servizi Energetici (GSE), di Enea e di associazioni di categoria, evidenzia una forte crescita nell’uso di impianti di approvvigionamento alternativi. Questo a testimoniare non solo l’efficacia di scelte energetiche sostenibili rispetto al cosiddetto settore del convenzionale (petrolio, gas e carbone), ma in particolare ad evidenziare il dinamismo dei comuni, grandi e piccoli, nella lotta ai cambiamenti climatici.

In Italia si inizia così ad intravedere una sorta di autonomia energetica plurale nelle forme e diffusa in tutto il territorio nazionale. Impianti solari fotovoltaici e termici, impianti geotermici ad alta e bassa entalpia, impianti mini idro-elettrici, impianti da biomasse e biogas integrati con reti di teleriscaldamento e pompe di calore, sono tante le soluzioni tecnologiche ormai integrate nella nuova estetica urbana. La novità vera di questi processi – come sottolinea molto chiaramente il dossier di Legambiente - sta proprio nella possibilità di disegnare in funzione delle diverse domande di case, uffici, aziende, fabbriche la risposta più adatta attraverso il più efficace mix di impianti da fonti rinnovabili e di soluzioni energetiche efficienti. Il merito va alla ricerca applicata che in questi anni ha permesso dei significativi miglioramenti nelle prestazioni degli impianti, va certamente ai nuovi sistemi di incentivo e a un processo imprenditoriale che malgrado qualche contraddizione si è comunque messo in moto e che colloca l’Italia tra i mercati più importanti a livello mondiale.

Se si esaminano i numeri nel dettaglio notiamo come il salto in termini di impianti installati nei comuni è a dir poco vertiginoso nel biennio 2008-2010. Se nel 2008 i comuni che possedevano almeno un impianto installato nel proprio territorio erano 3.190, nel 2009 tale numero saliva fino 5.580 per attestarsi attorno ai 6.993 nel 2010. Se fino a dieci anni fa lo sviluppo delle rinnovabili era concentrato sull’idroelettrico e sui piccoli impianti di geotermia, concentrati prevalentemente nel centro Italia, oggi quasi l’86% dei comuni è provvisto di un impianto rinnovabile, anche in aree periferiche e poco interconnesse con le grandi reti di approvvigionamento.

In questa speciale classifica la Puglia ricopre un ruolo guida, almeno in termini di sistema-regione, essendo la prima produttrice nazionale per il solare (fotovoltaico e/o termico) e l’eolico e terza per biomasse e rifiuti. Per quanto riguarda la nostra regione ricordiamo le ottime performance dei comuni di Nardò (Lecce) e Corato (Bari), rispettivamente al nono e decimo posto su scala nazionale per potenza installata nel settore fotovoltaico. E ancora i comuni di Troia (Foggia) Minervino Murge (Bat) e Sant’Agata di Puglia (Foggia) che si collocano ai primi tre posti su scala nazionale per potenza installata nel settore dell’eolico, con oltre 130.000 Kw a testa e una punta di quasi 200.000 kw per il comune di Troia. Segnali importanti si registrano anche per la diffusione di impianti da Biomasse e Biogas. Monopoli si colloca al terzo posto su scala nazionale nella classifica del Biogas elettrico e nei primi 20 per quanto riguarda la Biomassa elettrica. Numeri, questi, che dimostrano l’impegno della nostra regione e dei nostri enti locali nella lotta ai cambiamenti climatici e nella definizione di politiche energetiche realmente sostenibili.