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31 marzo 2010
LE MISURE PER LA TUTELA DEI TERRENI NELLA CONDIZIONALITA'

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La Condizionalità oggi rappresenta uno degli asset fondamentali nella nuova politica comunitaria, la sua programmazione è infatti il frutto di un radicale cambio nelle strategie politiche europee. Oggi l’attenzione del legislatore non è più rivolta alle produzioni quanto piuttosto alla qualità del prodotto e al rispetto di determinati requisiti di natura ambientale. Come sottolinea l’art. 4 del Regolamento (CE) 73/2009, "Ogni agricoltore beneficiario di pagamenti diretti è tenuto a rispettare i criteri di gestione obbligatori e a mantenere la terra in buone condizioni agronomiche e ambientali…."

In questo focus sulla "Condizionalità" vorremmo concentrarci in particolare verso quegli obblighi di tutela dei terreni a cui è demandato l’imprenditore agricolo dalla legislazione corrente. Gli obiettivi descritti nella normativa intervengono fondamentalmente in quattro aree, nella prevenzione dell’erosione, nel mantenimento dei giusti livelli di sostanze organiche e della struttura del suolo, nell’assicurare un livello minimo dell’habitat naturale evitando un suo deterioramento. Ovviamente ogni tipologia di terreno prevede differenti norme e impegni, tuttavia esistono due norme fondamentali che ricadono su qualsiasi tipo d’attività, indipendentemente dall’utilizzo finale dei terreni (seminativi, pascoli permanenti, oliveti, vigneti) .

Ci riferiamo in particolare alla Norma 3.1. ovvero alla Difesa delle struttura del suolo attraverso il mantenimento in efficienza della rete di sgrondo delle acque superficiali e l’uso adeguato delle macchine. Le aziende che ricevono aiuti sono tenute al rispetto di una serie di interventi strutturali, in particolare nel mantenere efficienti scoline e canali collettori e mantenere le ordinarie sistemazioni dei terreni per garantire il deflusso senza difficoltà delle acque superficiali. Inoltre è necessario eseguire gli interventi sul terreno in condizioni di umidità appropriate e con modalità di macchine corrette, in modo da evitare il deterioramento dei terreni. Per quanto riguarda la 3.1 esistono delle deroghe per quanto riguarda le zone S.I.C e Z.P.S., dove abbiamo delle direttive specifiche per il mantenimento degli elementi naturali degli habitat, questo anche in prossimità di fossi e scoline con una manutenzione da effettuare in un periodo compreso tra luglio e settembre. Altre deroghe ci sono in caso di presenza di sistemi di drenaggio sotterranei e in caso di trasformazione fondiaria. In quest’ultimo caso è possibile ridisegnare la rete scolante, fatte salve le norme vigenti in materia.

Una seconda norma molto importante è la 4.4. ovvero il Mantenimento degli elementi caratteristici del paesaggio. In questo caso gli impegni dell’impresa agricola sono di non deteriorare quelle caratteristiche già presenti all’interno del paesaggio rurale, come la tutela dei terrazzamenti esistenti (le uniche deroghe previste si riferiscono alla possibilità di renderli meccanizzabili ed economicamente validi) o il fatto di non effettuare livellamenti non autorizzati (altra deroga è quella dei livellamenti ordinari per la preparazione dei letti di semina) o ancora il divieto ad estirpare olivi secolari. Inoltre l’azienda agricola è tenuta al rispetto di tutti quei provvedimenti regionali di tutela del paesaggio come il Piano Urbanistico Territoriale Tematico per il Paesaggio che stabilisce una seria di vincoli e di elementi da salvaguardare

Francesco Pasculli TABCONDIZIONALITA1.jpg

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