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03 febbraio 2009
LA SOSTENIBILITA' ENERGETICA NEL NUOVO PSR DELLA REGIONE PUGLIA

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Con il piano di sviluppo rurale 2007 - 2013 la regione Puglia ha dedicato una parte considerevole delle risorse finanziare ad azioni mirate alla promozione e produzione dell’energia rinnovabile all’interno delle aziende agricole pugliesi. Tali azioni sono rintracciabili sia nel primo Asse, relativo al "Miglioramento della competitività del settore agricolo e forestale" sia nel terzo, riferito in particolare alla "Qualità della vita nelle zone rurali e diversificazione dell’economia rurale". Di seguito presentiamo le misure di riferimento, le azioni specifiche di sostenibilità energetica e le dotazioni finanziarie proposte dal Psr. Per quanto concerne il 1° Asse sono tre le misure riconducibili alla tema della sostenibilità energetica. In primo luogo la misura 121 riguardante "Ammodernamento delle aziende agricole e il miglioramento dei processi produttivi". Tra i vari interventi previsti dalla presente misura sono inseriti anche quelli relativi alla realizzazione di interventi mirati al risparmio energetico, alla cogenerazione, al risparmio idrico ed alla riduzione dell’impatto ambientale delle aziende agricole pugliesi. In particolare gli obiettivi operativi si interessano della realizzazione di impianti per l’utilizzo di biomasse residuali per la produzione d’energia ad uso esclusivamente aziendale. La misura è strutturata per comparti (cerealicolo, olivicolo ecc…) all’interno dei quali sono previsti interventi specifici e gradi di priorità differenti a seconda della aree oggetto. L’azienda che intende accedere ai finanziamenti deve presentare un "Piano di miglioramento aziendale" che descriva gli investimenti necessari per ottenere una migliore prestazione in termini economici, di forza lavoro, di relazioni commerciale (altri campi d’applicazione della misura) e appunto in termini di migliori performance ambientali. Il finanziamento della Misura 121 è di circa di 125 milioni di euro pari al 14,52% del budget complessivo previsto dal PSR. L’entità dell’aiuto pubblico è variabile in relazione al tipo di soggetto coinvolto e all’area di intervento, in particolare per i giovani il contributo pubblico è pari al 50%, percentuale che sale al 60% se l’azienda del giovane imprenditore insiste in una zona svantaggiata. Per gli altri agricoltori il contributo è del 40 % (50% se in area svantaggiata).

Altra misura rilevante è la 123 riguardante in particolare "Accrescimento del valore aggiunto dei prodotti agricoli e forestali". La misura mira in buona sostanza a rafforzare la sinergia tra le fasi di produzione, commercializzazione e trasformazione dei prodotti derivanti dalla produzione agricola e forestale. Per quanto attiene all’interesse energetico ambientale degli interventi sono previsti una serie di azioni specifiche. Per i prodotti forestali vi è il sostegno alla produzione d’energia da biomasse, mentre per i diversi comparti agricoli sono previsti aiuti per investimenti volti alla produzione e l’utilizzo, esclusivamente aziendale, di impianti derivanti da fonti energetiche alternative e quindi, non solo quelle derivanti da biomasse. Per questa misura il PSR assegna all’incirca 185 milioni di euro, pari al 12,57 % del totale mentre l’intensità del contributo pubblico è pari al 50 % del totale dell’investimento.

Ultima Misura non trascurabile è la 124 riferita alla "Cooperazione per lo sviluppo di nuovi prodotti, processi e tecnologie nei settori agricolo e alimentare e in quello forestale". L’intento generale di questa misura è quello di sviluppare nuovi prodotti agricoli, alimentari, forestali e bioenergetici e aumentare al contempo il livello di integrazione delle filiere agroalimentari e forestali nell’ottica di un maggior orientamento al mercato. Il soggetto che intende accedere ai finanziamenti di cooperazione riguardante le diverse filiere, come appunto quella bioenergetica, deve dimostrare l’effettività d’integrazione tra i vari soggetti partecipanti. A tale contributo possono accedere non solo soggetti di filiere bio-energetiche ma anche enti, organismi di ricerca, aziende che svolgono attività volte alla produzione e alla commercializzazione dei prodotti agricoli, alimentari e forestali. Per questa misura il finanziamento previsto è di 15 milioni di euro pari al 1,01 % del totale del PSR, con un contributo pubblico variabile tra l’80% previsto per le microimprese e il 60% per le PMI. Nell’Asse 3 riferito alla "Qualità della vita nelle zone rurali e alla diversificazione dell’economia" bisogna descrivere la misura 311 inerente la "Diversificazione in attività non agricole". Tra i diversi obiettivi operativi di questa misura è previsto un intervento volto alla produzione e l’utilizzazione di energia da fonti rinnovabili. In particolare gli investimenti eleggibili di contributo riguardano tutti quelli funzionali alla produzione e alla vendita di energia ai soggetti gestori di rete. Gli impianti "finanziabili" dall’azione sono quelli relativi all’energia prodotta da biomasse, quelli da colture e/o da residui colturali e dall’attività zootecnica, quelli da sottoprodotti dell’industria agroalimentare e da altre fonti energetiche rinnovabili. L’unica limitazione ammessa riguarda la potenza massima realizzabile pari a 1 MW. Tali interventi devono essere infine attuati a bilancio ambientale positivo o nullo. Per quanto riguarda l’aspetto finanziario esso ammonta a circa 22 milioni di euro, di cui il 25 % destinato esclusivamente all’azione relativa alla produzione/vendita di energia rinnovabile. In questo caso l’intensità del contributo pubblico è pari al 50 % per ogni intervento previsto.

Francesco Pasculli

 

 

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