Attenzione

se stai leggendo questo testo significa che il tuo browser non supporta i fogli di stile (CSS). Se stai usando uno screen reader, prosegui con la navigazione, altrimenti segui le istruzioni su come aggiornare il tuo browser.
 
Header - Logo CIA

Ricerca

 

Area Riservata

 
 


Colonna Centrale: Contenuti

Percorso corrente:

02 febbraio 2009
BIOCARBURANTI: UN CONFRONTO POSSIBILE TRA ASSOCIAZIONI DI CATEGORIA E MOVIMENTI AMBIENTALISTI

biocarburanti.jpg

Le bioenergie ed in particolare i biocarburanti, sono da tempo al centro di un controverso dibattito politico e mediatico riguardante l’utilità o meno di sviluppare una filiera agro-energetica di respiro internazionale. In questi ultimi anni si è assistito ad una vera e propria contrapposizione di interessi e di strategie tra i cosiddetti fautori del carburante verde, con i Governi di Stati Uniti e Brasile in prima linea nel promuovere ogni politica di sostegno al settore, ed un vasto e variegato schieramento di soggetti istituzionali e non (movimenti ambientalisti, Istituzioni internazionali come la Fao), piuttosto critici sull’opportunità di uno sviluppo incontrollato delle produzioni. La contrapposizione tra i diversi attori non ha ovviamente aiutato la stessa opinione pubblica a maturare un’idea chiara sulle reali potenzialità ma anche su alcuni limiti connessi a queste fonti energetiche. In taluni casi si è addirittura giocato su informazioni distorte e su dati statistici non provati scientificamente pur di persuadere il pubblico sulla opportunità o meno di promuovere i biocarburanti a livello internazionale. E’ pur vero che dietro tali difficoltà interpretative è presente un tema, quello dei biocarburanti, che sta conoscendo un nuovo grado di complessità dovuto all’emergere di criticità prima poco conosciute e non del tutto chiarificate. Se da un lato infatti studi scientifici hanno dimostrato come i biocarburanti possano rappresentare una valida alternativa all’uso dei combustibili fossili nel settore dei trasporti, sia per la riduzione del carico inquinante che per le opportunità economiche e di riconversione agricola, d’altra parte non si possono nemmeno ignorare alcuni allarmi legati ad un impatto ambientale variabile da coltura a coltura, al costo anche in termini socio-ambientali di un commercio internazionale di derrate per fini energetici, e soprattutto all’impatto sul costo di alcuni prodotti agricoli.

Al di là delle divergenti vedute e delle reali ragioni sull’aumento dei beni alimentari, il tema biofuels è stato viziato fin da principio da un fattore di discreta incomunicabilità degli attori pubblici. Testimonianza di questa incomunicabilità è il mancato accordo internazionale sulle bioenergie, sancito durante la conferenza della Fao del giugno scorso in tema di crisi alimentare. A dispetto delle difficoltà del dibattito internazionale il nostro paese ha conosciuto un confronto più equilibrato, che ha permesso di ottenere dei primi segnali incoraggianti. Tale considerazione si è riflessa non solo nella dialettica politica di tutti i giorni ma anche in una parte delle strategie messe in atto nel nostro Paese per promuovere una filiera dei biocarburanti. Un primo elemento di discussione riguarda il generale mutamento delle aspettative che ha investito l’Italia negli ultimi anni. In particolare, quello che è andato emergendo nel dibattito, è stato un atteggiamento meno enfatico e più cautelativo sia in relazione ai target fissati dall’Unione Europea sia ai vantaggi del modello di filiera lunga così come immaginato dalla Comunità Europea. Tale mutamento d’aspettativa ha riguardato, con intensità crescente, sia le rappresentanze agricole che quelle ambientaliste, sia la società civile in senso lato che le istituzioni politiche e gli stessi mass media. Quindi se a livello internazionale il dibattito si è arenato su contrapposizioni "ideologiche" per quanto ha riguardato il nostro paese, si è raggiunta una buona sintesi. In particolare attorno ad alcuni concetti condivisi dalla maggior parte degli attori coinvolti.

Una buona sintesi si è espressa nella distinzione netta tra il concetto di rinnovabilità e quello di sostenibilità. In quest’ottica si è inserito anche il dibattito sui biocarburanti a lungo considerati a basso, se non irrilevante, impatto sociale ed ambientale. Come sottolinea Massimiliano Varriale, responsabile energia e rifiuti per il WWF Italia: "Ogni fonte energetica ha un suo costo in termini ambientali, economici e sociali. Parlare di biocarburanti significa in primo luogo aver la conoscenza puntuale e quindi la percezione corretta di quelli che sono i costi in termini di sostenibilità delle diverse colture e delle diverse tecnologie messe in pratica. Una loro differenziazione in base ai costi ambientali ed economici avrebbe il merito di non generalizzare in un solo senso tali tecnologie, ma permetterebbe al contempo di valorizzare esclusivamente quelle più vantaggiose". In questo discorso la rinnovabilità diventa elemento necessario ma non sufficiente, per i biocarburanti bisogna parlare anche di sviluppo sostenibile.

Un secondo elemento di discussione è invece relativo al ruolo dei territori. Il territorio rappresenta uno degli items più ricorrenti del nuovo modo di "rapportarsi" alle politiche di valorizzazione dei biofuels. Il territorio, e con esso lo sviluppo di una filiera corta, sono gli elementi che più hanno trovato condivisione tra i diversi attori pubblici. Come afferma Cristina Chirico, responsabile Cia (Confederazione italiana agricoltori) per le relazioni internazionali: "L’orizzonte di riferimento per i biocarburanti deve essere innanzitutto l’auto produzione e non certo il 10% deciso dalla Comunità europea. In tale ordine di idee bisogna valorizzare innanzitutto il territorio inteso come luogo nel quale i vantaggi economici ricadano direttamente sulle agricolture locali. Un territorio inteso come luogo che tragga vantaggi ambientali senza che vengano alterate le proprie colture, la propria biodiversità ed, in buona sostanza, le proprie esigenze biologiche. "

Infine un terzo elemento - fortemente connesso al precedente - attiene all’esigenza di "agganciare" le politiche dei biocarburanti ad una gerarchia delle priorità disegnata in base alle esigenze locali. Questo è uno dei concetti più controversi nella discussione politica. Oggi una delle critiche che vengono maggiormente addebitate all’Unione Europea - e con essa ancor più ai grandi competitori internazionali dell’etanolo e del biodiesel - è quella di aver costruito un modello di biofuels su scala globale, slegato non solo dalle reali possibilità di sviluppo dei territori ma anche da quelle che sono le esigenze e le priorità stesse della comunità. In questo modo gli stessi targets del 10% possono rivelarsi controproducenti sia in quanto la priorità della nostra agricoltura deve rimanere la produzione di prodotti di qualità e solo in via subordinata anche quella dell’agro energia, sia in quanto esistono condizioni morfologiche, quali ristrettezza dei territori e problemi idrici, che impediscono di raggiungere queste soglie di crescita.

L’accento posto su queste tre considerazioni ha permesso in buona sostanza di sviluppare un dibattito senza allarmismi inutili e creare un interessante punto di contatto tra le rappresentanze agricole, il grande network ambientalista e della società civile e le stesse istituzioni politiche.

Francesco Pasculli

Notizie


I Nostri Partner:

CIA - Confederazione Italiana Agricoltori
-
-
CIHEAM - IAMB (apertura in una nuova finestra)
-
Codita (apertura in una nuova finestra)

Finanziatori:

Regione Puglia
spacer
Unione Europea
intervento cofinanziato dall'U.E. F.E.S.R. sul POR Puglia 2000-2006
Misura 6.2 POR Puglia
Azione C "Sviluppo delle imprese e delle professioni"
Valid HTML 4.01 Transitional 
-
Valid CSS! 
-
Level Triple-A conformance icon, W3C-WAI Web Content Accessibility Guidelines 1.0

-
Cia Puglia, Via S. Matarrese, 4 - 70124 Bari - Tel 080.5616025 Fax 080.5641379 COD. FISC. 80016260723 - info@scianet.it
www.scianet.it é una testata giornalistica on line iscritta nel Registro della Stampa del Tribunale di Bari al n° 37/07.
Direttore responsabile: Antonio Barile