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17 novembre 2009
News SciaNet
MOBILITAZIONE CIA: GRANDE MANIFESTAZIONE A NAPOLI

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Centinaia di agricoltori provenienti dalle regioni del Mezzogiorno sono convenuti nel capoluogo campano. E’ stato ancora una volta un successo, come i precedenti appuntamenti interregionali a Milano e Perugia. Chiesto lo stato di crisi. Il comparto agricolo discriminato rispetto gli altri settori produttivi. L’iniziativa introdotta dal presidente della Cia Campania Aurelio Grasso.

 

“Più di 30 mila imprese agricole quest’anno chiuderanno i battenti. Nel giro di tre- quattro anni, se non si adotteranno politiche realmente mirate a sostegno degli agricoltori, altre 200 mila rischiano di andare fuori mercato”. Questo il grido d’allarme lanciato oggi a Napoli dal presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori Giuseppe Politi durante la terza manifestazione interregionale (le altre due si erano tenute a Milano e Perugia) promossa nell’ambito della mobilitazione sull’intero territorio nazionale decisa dall’organizzazione. Mobilitazione che culminerà, il prossimo 24 novembre a Roma, con due grandi sit-in, cui prenderanno parte migliaia di agricoltori provenienti da tutta Italia.

Anche l’iniziativa di Napoli (introdotta dal presidente della Cia Campania Aurelio Grasso), con le due precedenti, ha registrato uno straordinario successo. Nel capoluogo campano sono convenuti centinaia di agricoltori da tutte le regioni del Mezzogiorno. Hanno partecipato anche moltissimi amministratori locali (è intervenuto, tra gli altri, l’assessore all’Agricoltura della Regione Campania Gianfranco Nappi) che hanno portato la loro solidarietà agli imprenditori agricoli che stanno vivendo una situazione di gravissima emergenza.

“Per il settore primario -ha, infatti, rilevato il presidente Politi- è sempre più ‘profondo rosso’. Costi in crescente aumento e prezzi in caduta libera stanno condizionando pesantemente le imprese agricole. I redditi continuano a scendere e per quest’anno si annuncia un calo evidente della produzione lorda vendibile (meno 4 per cento rispetto al 2008) e del valore aggiunto agricolo (meno 5,2 per cento). Uno scenario preoccupante al quale, tuttavia, non è stato riposto alcun riparo. Il governo sembra ignorare questa drammatica realtà. Lo stesso ‘maxi-emendamento’ della legge finanziaria per il 2008, approvato dal Senato e che contiene misure per l’agricoltura, non rappresenta la risposta che tutti noi aspettavamo. Per finanziare il Fondo di solidarietà per le calamità naturali e per prorogare al 31 luglio prossimo la fiscalizzazione degli oneri sociali per le zone svantaggiate e di montagna sono state sottratte risorse già destinate agli agricoltori. E così la situazione resta molto precaria”.

“Non a caso, abbiamo chiesto al governo -ha aggiunto Politi- di dichiarare lo stato di crisi del settore, in modo da sospendere i pagamenti sia dei contributi previdenziali che delle tasse che oggi i produttori non possono assolutamente sostenere. Sarebbe una boccata d’ossigeno per tutti i comparti che corrono il rischio di naufragare, con danni non solo sotto il profilo economico, ma anche sotto quello sociale e ambientale. Al momento, però, non è giunto alcun riscontro da parte dell’esecutivo che continua nelle promesse che restano sempre tali. Nessun atto concreto a sostegno delle aziende agricole”.

“L’agricoltura -ha concluso il presidente della Cia- è discriminata rispetto agli altri settori produttivi per i quali sono state adottate in questi mesi importanti misure. Gli imprenditori agricoli, invece, fanno i conti con difficoltà che, se non risolte, possono portare al totale fallimento. Da qui l’esigenza di misure straordinarie e concrete. Misure che vanno prese in tempi rapidi, altrimenti altre realtà agricole sono destinate a soccombere sotto l’incalzare della crisi”.

Al termine della manifestazione, una delegazione della Cia è stata ricevuta dal prefetto di Napoli Alessandro Pansa al quale è stata presentata la piattaforma della mobilitazione contenente una serie di proposte per ridare vigore alle aziende agricole.

 


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