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18 maggio 2009
Cia Brindisi
CIA BRINDISI: NO AL NUCLEARE

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In questi giorni sta prendendo sempre più piede il dibattito sulla eventuale realizzazione di una centrale nucleare nel territorio tra Ostuni e Fasano. 

Le amministrazioni comunali del territorio ad oggi vagliano attentamente anche le autorizzazioni per la realizzazione dei parchi fotovoltaici e delle torri eoliche per ridurre al minimo l’impatto visivo e preservare il paesaggio rurale il più incontaminato possibile. Un paesaggio sempre più meta di turisti, che, nonostante il momento di crisi congiunturale, aumentano nei nostri territori, e che dimostrano di apprezzare anche e soprattutto l’agriturismo. Una forma questa di ricettività che ha permesso di recuperare quel patrimonio edilizio rurale tipico delle nostre aree extra-urbane (masserie, trulli, lamie, casedde), che consente di valorizzare le produzioni tipiche locali e che coniuga l’attività turistica e il paesaggio rurale, nel rispetto dell’ambiente e senza aumentare volumetrie abitative e inutili ulteriori colate di cemento. 

Nonostante tutto ciò, sembra che il dibattito sul nucleare non debba interessare il mondo agricolo che, come sempre, deve subire supinamente le decisioni che vengono calate dall’alto ma che puntualmente hanno una ricaduta negativa proprio sul comparto primario.

La Confederazione italiana agricoltori della provincia di Brindisi – dichiara il presidente provinciale Luigi D’Amico - chiede invece con forza di conoscere se corrispondono a verità le notizie circa la eventuale realizzazione di una centrale nucleare nel territorio del comune di Ostuni.  Il territorio della provincia di Brindisi non ha già pagato e sta continuando a pagare abbastanza per la produzione di energia – si chiede D’Amico -? Questa organizzazione è sin da ora al fianco del sindaco di Ostuni di Ostuni Domenico Tanzarella, e dei sindaci di Fasano Lello Di Bari e di Cisternino Mario Luigi Convertini, per dire no all’ennesimo scempio da attuare in un territorio baciato dalle bellezze naturali, frutto di secoli di duro lavoro di uomini che hanno trasformato e preservato un paesaggio rurale che tutto il mondo ci invidia sia per le sue bellezze che per le sue produzioni agricole tipiche”.

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