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30 novembre 2006
Cia Brindisi
EMERGENZA STORNI: LA CIA INCONTRA LE AMMINISTRAZIONI LOCALI

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Si è svolto questa mattina presso la sala di rappresentanza del Comune di Ceglie Messapica (BR) il previsto incontro organizzato dalla C.I.A. (Confederazione Italiana Agricoltori) di Brindisi con gli Amministratori della cittadina messapica per affrontare la scottante questione legata alle invasioni di storni che stanno mettendo in ginocchio l’agricoltura brindisina. Nei giorni scorsi a lanciare l’allarme era proprio stato il responsabile della C.I.A. di Ceglie Messapica Arcangelo Bruno che aveva sottolineato gli ingenti danni che gli storni stanno arrecando agli oliveti ricadenti nell’oasi di protezione “Masseria San Pietro”.  All’incontro di oggi hanno partecipato oltre a Bruno, il presidente provinciale della C.I.A. Luigi D’Amico, insieme ad una folta delegazione di olivicoltori e agricoltori, alcuni dei quali con aziende agricole rientranti all’interno dell’oasi, il sindaco di Ceglie Messapica Pietro Federico e gli assessori all’agricoltura Tommaso Argentiero e all’ambiente Rocco Argentiero. È stato proprio Bruno ad aprire l’incontro sottolineando il “momento drammatico” che stanno attraversando gli agricoltori cegliesi a causa proprio del “flagello storni”. Il sindaco Federico nel condividere le preoccupazioni avanzate dalla C.I.A. ha presentato le iniziative che l’Amministrazione ha già attuato a riguardo, ed in particolare al delibera di giunta comunale del 7 novembre scorso nella quale si  sottolinea proprio “la massiccia presenza di storni che causa ingenti danni alla già precaria agricoltura ed in particolar modo all’olivicoltura” arrecando “un grave disagio economico” e si chiede all’Assessorato regionale all’Agricoltura di assumere “idonei provvedimenti per la soluzione del problema prevedendo anche misure per il risarcimento dei danni patiti”. L’assessore all’agricoltura Tommaso Argentiero ha, poi, confermato l’attenzione che sta ponendo alla questione avendo già incontrato a riguardo l’assessore regionale al ramo, mentre il suo collega Rocco Argentiero ha auspicato che a tal proposito vengano coinvolte anche le altre Amministrazione comunali interessate dal problema. A riguardo gli agricoltori presenti hanno deciso di intraprendere una petizione popolare con la sottoscrizione di un documento, che altro non sarà che “un grido d’allarme”, da inviare alle istituzioni competenti per cercare di trovare una soluzione a questa problematica. "E’ ormai una vera e propria emergenza quella che stanno vivendo gli agricoltori dell’intera provincia di Brindisi a causa delle invasioni degli storni – ha spiegato il presidente provinciale della C.I.A. di Brindisi Luigi D’Amico -. Milioni e milioni di questi volatili stanno danneggiando pesantemente le colture olivicole, ed anche orticole, dell’intero comprensorio, e portando all’esasperazione gli agricoltori che stanno subendo, impotenti, danni per centinaia e  centinaia di migliaia di euro. La caratteristica onnivora dello storno unita al suo comportamento gregario nella ricerca del cibo fa di questa specie – che tra l’altro è anche protetta e, dunque, non cacciabile – il principale nemico degli agricoltori. Oltre a nutrirsi delle drupe delle olive – spiega D’Amico -, e quindi ad asportare ingenti quantità di raccolto, lo storno arreca notevoli danni anche alle piazzole degli alberi compromettendo seriamente le operazioni di raccolta del prodotto. Il problema è comune a tutto il territorio della provincia di Brindisi. Ormai – continua D’Amico - siamo ai livelli di una vera e propria calamità naturale che interessa l’intera provincia e come tale chiediamo alle istituzioni preposte, a partire dai comuni, ma soprattutto a provincia, regione di non perdere un altro istante di tempo e di adottare una serie di provvedimenti tesi a tutelare le aziende danneggiate provvedendo al risarcimento dei danni. Quello di Ceglie Messapica – conclude il presidente provinciale C.I.A. - sarà il primo di altri incontri e la prima di una serie di iniziative che intraprenderemo a breve per sollecitare chi di dovere a prendere atto di quello che sta accadendo, e a trovare una soluzione che risarcisca le migliaia e migliaia di aziende agricole danneggiate, così come accade per le altre calamità di origine naturale. Bisogna intervenire immediatamente affinché i sacrifici dei nostri agricoltori non finiscano in “fumo” prima di poter vedere raccolti i frutti del proprio lavoro”.

 

 


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