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09 aprile 2008
Cia Brindisi
IL PRESIDENTE NAZIONALE POLITI ALL’ASSEMBLEA PROVINCIALE DELLA CIA DI BRINDISI: “PIU’ ATTENZIONE PER L’AGRICOLTURA”

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Le proposte della Cia per la previdenza e la sburocratizzazione in agricoltura”: è stato questo il tema di una assemblea organizzata dalla Cia provinciale di Brindisi, e svoltasi nei giorni scorsi presso la Sala Convegni della Cooperativa “Progresso Agricolo” a Fasano (Brindisi).

A relazionare sulle importanti tematiche relative alla previdenza in agricoltura oltre che alla semplificazione delle procedure burocratiche che stanno letteralmente asfissiando le aziende agricole pugliesi, è intervenuto il Presidente nazionale della Cia Giuseppe Politi.

Ad introdurre l’assemblea – presieduta dal Presidente provinciale della Cia di Brindisi Luigi D’Amico – è stato il direttore della Cia di Fasano Alberico Ignobile che ha esordito con una frase davvero significativa: “per le imprese agricole è profondo rosso”. “L’agricoltura è in piena recessione – ha evidenziato Ignobile -, sulla base degli ultimi dati Eurostat viene evidenziata una situazione difficile per le imprese agricole sempre più oberate da costi ed oneri burocratici”.

Dopo aver snocciolato una serie di dati che dimostrano, appunto, le difficoltà che sta attraversando l’agricoltura pugliese e brindisina in particolare, il direttore della Cia di Fasano ha spiegato come “a rendere più difficile il tutto sono i riflessi negativi dei costi soprattutto quelli determinati dalla crescita del prezzo dei concimi, dei mangimi e del caro petrolio che per le imprese agricole ha avuto e sta avendo un effetto devastante. A tutto questo – ha continuato Ignobile – si sono aggiunti anche gli oneri previdenziali e quelli di carattere burocratico. Oneri pesanti che si traducono in un forte ostacolo alla crescita economica delle imprese, con una incidenza negativa notevole sulla occupazione e competitività”.

Ignobile ha poi parlato di riforma della previdenza e di costi previdenziali  “che stanno di nuovo lievitando notevolmente” e della scadenza della fiscalizzazione prevista per il 31 dicembre 2008 che rappresenterebbe “un costo che l’agricoltura meridionale e brindisina in particolare non può sopportare assolutamente”.

Il direttore della Cia di Fasano ha poi parlato di rafforzare l’impresa agricola attraverso l’innovazione del capitale umano, il ricambio generazionale con mobilità fondiaria e sostegno dell’agricoltura giovane, la sicurezza nelle campagne, gli incentivi alla sviluppo, la semplificazione delle procedure burocratiche, la produzione di energie rinnovabili, la tutela delle denominazioni di origine e la promozione del “Made in Italy”, con un nuovo sistema di politiche fiscali, sociali e previdenziali.

Argomenti ripresi dal presidente provinciale Luigi D’Amico che ha portato alcuni esempi lampanti sulla farraginosità delle procedure burocratiche che stanno veramente mettendo in difficoltà le aziende agricole del territorio.

A seguire Franco Catapano, vicepresidente regionale della Cia, ha presentato le future opportunità di sviluppo dell’agricoltura pugliese presenti nel nuovo Psr 2007-2013, parlando di formazione per i giovani agricoltori, di promozione e internazionalizzazione dei prodotti (con due progetti già attivi per la vendita di vino e olio in Russia e America), di innovazioni tecnologiche in agricoltura, oltre che dell’importanza del decentramento delle funzioni dalle regioni alle province. “Ci aspettiamo una pubblica amministrazione moderna – ha concluso Catapano – e chiediamo lo sportello unico per l’agricoltura”.

Dopo diversi interventi degli agricoltori presenti tra cui quello del presidente della Cooperativa “Progresso Agricolo” di Fasano, Nicola Pentassuglia, si sono registrate le conclusioni del presidente nazionale della Cia Giuseppe Politi che ha ricordato come “Fasano da sempre rappresenta un nucleo importante per discutere, affrontare e risolvere i problemi dell’agricoltura. Continuiamo a fare i conti con i vecchi problemi della previdenza che vanno inquadrati una volta per tutte per rendere più competitive le nostre imprese”.

“Siamo alla pari degli altri paesi europei – ha continuato Politi – abbiamo le stesse capacità professionali e imprenditoriali e dobbiamo essere trattati alla pari degli altri. L’agricoltura italiana vuole più attenzione”.

Il presidente nazionale della Cia, poi, ha ricordato la petizione della Confederazione sul doppio prezzo oggi quanto meno attuale alla luce della riduzione dei consumi da parte delle famiglie italiane a fronte dell’aumento della spesa e dei prezzi, rispetto agli anni scorsi. Politi ha, poi, parlato di riconoscimento dell’origine dei prodotti nei commerci internazionali, della qualità che deve essere riconosciuta dai consumatori, di “etichetta trasparente”, e di riduzione dei costi per la burocrazia con la proposta dello “sportello unico per l’agricoltura” che semplifichi la burocrazia in campo agricolo.

 

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