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22 novembre 2006
Cia Brindisi
LA C.I.A. DI BRINDISI CHIEDE RISARCIMENTI PER DANNI ARRECATI DAGLI STORNI

stornoscianet.jpgLa C.I.A. (Confederazione Italiana Agricoltori) di Ceglie Messapica (BR) al fianco di un nutrito gruppo di agricoltori pesantemente danneggiati dalle “invasioni” di storni che stanno interessando numerose zone del territorio brindisino. <Ad avere la peggio – spiega Arcangelo Bruno della C.I.A. di Ceglie Messapica – sono soprattutto le aziende agricole che ricadono nell’oasi di protezione “Masseria San Pietro” che ricade in agro di Ceglie Messapica>. La particolare zona sottoposta a protezione abbraccia oltre 600 ettari coltivata per oltre la metà ad oliveto. Come tale ad essere presa di mira da stuoli composti da migliaia e migliaia di storni sono proprio gli oliveti che stanno subendo pesanti danni a causa proprio della presenza costante di questi volatili, dovuta anche al divieto di caccia che vige nell’area. <Quindi questo volatile, che comunque non rientra tra le specie cacciabili, domina senza alcun problema nell’intera area adibita a oasi di protezione proprio perché non viene nemmeno disturbato dagli spari dei cacciatori ai quali non è permesso accedere nell’oasi – continua Bruno -. Da ciò i danni che subiscono gli agricoltori che ricadono nell’oasi sono sicuramente maggiori rispetto a quelli delle zone dove invece la caccia è ammessa>. Un problema serio quello degli storni che sta creando danni in tutta la provincia, che ammontano a centinaia e centinaia di migliaia di euro. Come è noto, infatti, lo storno oltre a nutrirsi delle drupe delle olive arreca notevoli danni anche alle piazzole degli alberi compromettendo seriamente le operazioni di raccolta del prodotto. Per di più questa specie è protetta e come tale non può essere cacciata. A Ceglie Messapica, e soprattutto nell’oasi di “Masseria San Pietro”, come in tante altre zone del territorio gli olivicoltori sono, ormai, alla esasperazione. <Gli agricoltori della zona sono stanchi di subire tutto ciò – spiega ancora Bruno -. È ora che le istituzioni competenti adottino una serie di provvedimenti tesi, appunto, a tutelare queste aziende provvedendo almeno a risarcirle dei danni che annualmente subiscono a causa della presenza di questi volatili. Come C.I.A. nei prossimi giorni ci faremo promotori di sollecitare provincia, regione e governo – conclude - affinché questo problema non rimanga lettera morta ma, anzi, trovi una adeguata soluzione che preveda un giusto risarcimento a chi si vede distruggere in poco tempo il lavoro di tutto un anno>.

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